Ucciso per errore, a colpi di arma da fuoco, intorno alle 11,30 del mattino, sotto casa, a Portici, alle porte di Napoli. Gli investigatori sono ormai convinti che sia questa la sorte toccata a Mariano Bottari (nella foto), pensionato di 75 anni, incensurato, rimasto ucciso mentre risaliva a piedi via Benedetto Croce, a pochi metri dalla sua abitazione in via Scalea.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, possibile anche grazie ad alcune testimonianze, lungo via Scalea si stavano inseguendo due scooter, il primo con una persona a bordo, il secondo con due persone. Dallo scooter inseguitore è partito il grido: “Ti devo uccidere”. Poi l’esplosione di un colpo di grosso calibro. Il proiettile ha raggiunto il 75enne al volto, uccidendolo sul colpo.

I carabinieri visioneranno anche le immagini dei circuiti di videosorveglianza presenti in zona. Tra le ipotesi c’è anche che il conflitto a fuoco, forse un regolamento di conti o l’esito di una tentata rapina, sia avvenuto tra persone non della zona: la strada dell’agguato è al confine con San Giovanni a Teduccio, quartiere di Napoli.

Intorno al corpo del pensionato steso sull’asfalto sono accorsi amici e parenti increduli: “Era una brava persona”, il commento unanime. Sul posto è arrivata la figlia della vittima, che poi, sconvolta, si è rifugiata nella vicina chiesa del Redentore. Anche il parroco Giuseppe De Crescenzo ha definito Bottari e la sua famiglia “brave persone che frequentavano la nostra chiesa”.

Sul luogo dell’omicidio è arrivato anche il sindaco di Portici, Nicola Marrone. “Esprimo la ferma condanna per il grave episodio, sicuro di interpretare il sentimento dell’intero consiglio comunale”, ha scritto poi in una nota. “Siamo di fronte a un fatto di inaudita violenza auspico che le indagini in corso consentiranno alle forze dell’ordine di individuare al più presto i responsabili”. 

Non è la prima volta che la criminalità del napoletano lascia a terra vittime colpevoli soltanto di essersi trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato. Tra i casi che fecero più scalpore, quallo di Silvia Ruotolo, cugina dei giornalisti Sandro e Guido, colpita dal proiettile vagante di un agguato di camorra in salita Arenella a Napoli nel 1997. Sua figlia Alessandra Clemente, all’epoca bambina, oggi è assessore alle politiche giovanili nella giunta De Magistris.

Un caso più recente è quello di Lino Romano, il giovane crivellato con 14 colpi di pistola per uno scambio di persona il 15 ottobre 2012, e ricordato oggi dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio:  “A finire sotto i colpi dei sicari è stato un pensionato inerme che faceva la spesa, poco più di un anno fa il giovane, Lino Romano, che andava a giocare a calcetto con gli amici”. Una tragedia, commenta il deputato 5 Stelle, che riaccende i riflettori sulla recrudescenza criminale in Provincia di Napoli”.