E’ di recente uscito il libro Identità di genere. Consulenza tecnica per la riattribuzione del sesso, edito dalla Franco Angeli e a cura di Petruccelli, Simonelli, Grassotti , Tripodi che raccoglie i contributi clinici e di ricerca su questo tema lungamente dibattuto. Fino allo scorso anno riferendoci alle condizioni di una persona che pur essendo nato/a biologicamente con un sesso maschile/ femminile, sente la profonda appartenenza all’identità di genere opposta, ne parlavamo in termini di disturbo dell’identità di genere, sottolineando in tal modo proprio la discrepanza tra corpo e psiche rispetto a questo aspetto della propria identità.

Il corpo diventa un abito stretto che non consente di vivere in linea con il senso di se stessi come maschi o come femmine. Parliamo quindi di persona transessuale, definendo in tal modo il percorso di transizione, inteso come passaggio, che l’individuo compie da una esperienza fisica e mentale incongruente ad una che consente di allineare questi due aspetti nella persona stessa. Molto folklore ha reso purtroppo, in alcune situazioni, difficile comprendere e capire a fondo la sofferenza vissuta dal transessuale, mostrando il fianco a discriminazioni o patologizzando in maniera estrema questa condizione.

Lo scorso anno con la pubblicazione della quinta edizione del Dsm, abbiamo assistito ad una revisione dei criteri per la diagnosi dei Disturbi dell’Identità di Genere denominata ora “Disforia di Genere“. Il passaggio significativo da “disturbo” a “disforia” ha tentato di diminuire lo stigma a carico di questa condizione, soprattutto quello di malattia psichiatrica che per anni lo stesso Dsm ha sottolineato, spostando l’attenzione proprio sulla sofferenza percepita dal soggetto, ovvero sulla condizione emotiva che accompagna tale discrepanza. Il libro consente in modo chiaro di seguire tutto il percorso relativo agli aspetti culturali, psicologici, clinici e di intervento che riguardano la disforia di genere. Viene, inoltre, descritta la procedura per la riattribuzione chirurgica del sesso (Rcs), che è soggetta alla valutazione del giudice del tribunale di appartenenza che spesso si avvale dei consulenti tecnici nell’intento di acquisire tutte le informazioni necessarie per l’autorizzazione all’intervento chirurgico.

In Italia la Rcs è possibile nelle strutture pubbliche e quindi a carico del Ssn, in seguito alla legge 164 del 14/4/82, considerata una pietra miliare nell’affermazione dei diritti delle persone transessuali, anche se sempre modificabile in meglio.

E proprio rispetto alla transizione da un corpo ad un altro che segnalo un altro libro recente scritto con le testimonianze dei trans per i trans, sulla falsa riga del vecchio testo scritto dalle donne per le donne di Noi e il nostro corpo: Trans bodies, trans selves, questo il titolo. Il testo è ancora solo in inglese, ma speriamo nella sua traduzione a breve. Il valore di questi libri sta nel poter capire meglio esperienze di vita molto diffuse ma spesso sconosciute e che in tal modo sono più a rischio di discriminazione e pregiudizio.