Non solo l’esultanza composta in campo, difficile da comprendere al di fuori dei Land. A gioire in maniera sobria per il quarto titolo mondiale conquistato dalla Mannschaft sono anche i siti tedeschi. Neanche una finale vibrante è riuscita a spettinare la Germania, esplosa al gol di Götze ma senza lasciarsi andare a termini roboanti. L’apice del politicamente scorretto era già stato toccato con l’interrogativo ironico posto dalla Bild al termine del primo tempo della semifinale contro il Brasile: “Arriveremo a 10?”. Così mentre sui siti esteri si è scatenata la corsa all’iperbole più sfrenata, a Berlino hanno preferito fare largo uso della parola principe per chi vince. Weltmeister. Campioni.

La quarta stella, finalmente
Fa eccezione ancora una volta la Bild. Il quotidiano più letto di Germania stravolge l’architettura del proprio sito per celebrare la squadra allenata da Joachim Löw, tornata in cima al mondo dopo una rincorsa lunga 24 anni e un progetto di ristrutturazione partito dopo la pessima figura di Euro 2000. “Da bist du da endlich!”, sei qui finalmente, è la scritta che sovrasta una foto della coppa nella copertina dell’edizione online, dove si dipinge Mario Götze come il “dio del calcio”. Secondo l’edizione cartacea del Berliner Morgenpost è stato invece un gioco di squadra – spiegato componendo la parola “Weltmeister” con alcune lettere dei nomi dell’undici iniziale – e per il Die Welt alla fine “la quarta stella è qui”. Tutti gli altri, dallo sportivo Kicker al De Spiegel, non vanno oltre un composto ma denso di significato “Campioni” e dicono danke all’eroe del Maracanà, uno dei giocatori meno brillanti fino al grande gesto tecnico valso il Mondiale.

Götze erede di Iniesta
Alla Spagna delusa per l’eliminazione ai gironi, non resta che riportare a galla la similitudine tra le ultime due finali mondiali per sentirsi ancora un po’ protagonisti. “Götze ha fatto come Iniesta”, scrive As ricordando il gol risolutivo del centrocampista blaugrana contro l’Olanda. Mentre per Marca è “Siempre Alemania” quando il gioco si fa duro e di mezzo c’è l’Argentina. Il giornale iberico ricorda la celebre frase di Gary Lineker, secondo cui “il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per novanta minuti e alla fine vince la Germania”. Il Daily Mail sottolinea i complimenti della cancelliera Angela Merkel ai ragazzi di Loew e dedica ampio spazio ai 200mila tedeschi che si sono riversati nelle strade di Berlino per festeggiare il quarto trionfo mondiale. Anche per L’Equipe, Lineker aveva ragione “e alla fine vince la Germania”. L’autorevole quotidiano francese mette una pietra tombale sul paragone tra Messi e Maradona, perché la Pulce è stata “troppo defilata per avere una reale influenza sulla finale”.

La “vendetta” di Lance! e la delusione in Argentina
Scatenati i giornali brasiliani, contro Leo e i suoi compagni dell’Albiceleste. È l’effetto boomerang dell’invasione argentina e degli sfottò delle scorse settimane, che tornano nei titoli di Lance! sotto forma di “Decime qué se siente ahora” e “Nunca nos vamos a olvidar”, altra strofa tormentone sbattuta in faccia agli hinchadas, ora afflitti da “un proprio Maracanazo del quale piangere per sempre”. Anche Globoesporte parla di “Mariocanazo”, giocando con il nome dell’autore del gol e la tragedia sportiva che si consumò al Maracanà nel 1950. Tutt’altro tono sui siti argentini, dove si assolve la squadra che “sa nel profondo del cuore d’aver dato tutto alla ricerca della gloria” e ci si rispecchia nelle parole del commissario tecnico Sabella (“Sono orgoglioso di questi ragazzi”). Resta in secondo piano la mancata affermazione di Messi ma l’occasione sprecata del fuoriclasse del Barcellona, rimbalzata un po’ ovunque sui siti di tutto il mondo, è sintetizzata nel titolo del catalano Sport: “Messi se queda a un paso del cielo”. Si ferma a un passo dal cielo, Leo. La sua stella non brilla nella notte più importante, destinata così a rimanere un po’ defilata nel firmamento dei più forti di sempre.

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