Una conferenza stampa chiarire che solo lui e il suo avvocato, Giulia Bongiorno, potranno parlare con la stampa poi la difesa della sua coimputata. Raffaele Sollecito: “Qualcuno ha balenato che io cambiassi versione io non sono qui per cambiare versione. Solo un pazzo o un criminale cambierebbe versione e io non sono né pazzo né un criminale. Sono solo una persona innocente, una persona che grida innocenza . Sia io che la mia famiglia crediamo all’innocenza di Amanda e non esiste di nessun tipo di ritrattamento in questa nuova fase processuale”. Per Sollecito nella sentenza della Corte d’assise d’appello di Firenze “ci sono alcune anomalie” nel racconto fornito da Amanda. I due giovani, imputati per l’omicidio di Meredith Kercher, sono stati condannati  nel processo d’appello bis a Firenze. Alla Knox, che si trova negli Usa, è stata inflitta una pena a 28 anni e sei mesi, a Sollecito 25. 

Sollecito spiega che “base fondante” della condanna è stato il “memoriale mentre era in prigione” in cui “descrive una sua immaginazione che è quella che ha raccontato in questura. Io non centro nulla, lei stessa mi scagiona e mi dà un alibi e mi dichiara estraneo da ciò che per i giudici è la verità. In tutti questi anni io ho parlato di me. Delle prove scientifiche contro di me. Io chiedo oggi, nel 2014: se la base fondante di una colpevolezza è un memoriale scritto in carcere da Amanda, in cui sono descritti dei fatti fondanti per la condanna e in cui in realtà io vengo scagionato, allora io mi chiedo io cosa c’entro“.

Il 16 giugno scorso le difese dei due imputati avevano depositato i ricorsi alla Suprema corte. Per entrambi i legali chiedono l’annullamento della sentenza e quindi l’assoluzione. Il procedimento potrebbe essere trattato tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. In particolare i legali di Sollecito chiedono che a trattare il ricorso siano le Sezioni unite della Cassazione per il “contrasto giurisprudenziale” che a loro avviso esiste su aspetti quali la valutazione delle dichiarazioni di Rudy Guede (condannato definitivamente a 16 anni) e della prova scientifica. I difensori del giovane ingegnere contestano nel complesso l’impianto della condanna di secondo grado. Tra gli aspetti criticati il fatto che gli accertamenti genetici eseguiti dalla polizia (accusano i due giovani) siano stati considerati preminenti rispetto alle valutazioni dei periti del processo d’appello a Perugia (i quali li avevano invece definiti non attendibili).

Su una “erronea valutazione della regola indiziaria” hanno puntato anche i difensori della Knox, gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova. Secondo i quali gli indizi vanno valutati nel loro complesso “ma uno non puo’ fare da stampella all’altro”. Sollecito e la Knox si dicono entrambi estranei all’omicidio Kercher compiuto a Perugia. Condannati in primo grado sono stati poi assolti, e quindi scarcerati, in appello dai giudici del capoluogo umbro. Sentenza quest’ultima annullata in Cassazione che per questioni procedurali ha disposto un nuovo processo a Firenze al termine del quale i due ex fidanzati sono stati di nuovo condannati. Nei giorni scorsi un settimanale aveva riportato la notizia su un cambio di versione da parte di Sollecito, ma oggi il giovane ingegnere dice che non è e non sarà così.