Quasi cinque milioni di euro per la prima fase. E’ questo il costo della spedizione azzurra in Brasile alloggiata nel resort Portobello di Mangaratiba. Il solo affitto dell’intera struttura a cento chilometri da Rio de Janeiro comporta una spesa di 806mila euro per le casse della Figc che ha sposato la linea del ct Cesare Prandelli, alla ricerca di privacy e relax per staff e giocatori. L’alloggio nel villaggio brasiliano ha un costo di 350 euro a persona per ogni giorno del Mondiale, anche se – chi l’ha visto – ammette che il lusso non è certo di casa al Portobello, anche se i vantaggi principali del campo base italiano sono più pratici. Gli azzurri infatti si allenano sui campi interni e hanno tutto al di là delle mura, riducendo al minimo spostamenti e contatto con l’esterno.

Due precisazioni importanti: i soldi spesi arrivano dagli introiti garantiti dalla Fifa e i familiari dei calciatori pagano di tasca propria il soggiorno a Mangaratiba. Insomma, nessuna spesa superflua per gli “affetti” e un viaggio che si chiuderà comunque in attivo. A fronte dei 4,7 milioni di euro usciti dalle casse della Federazione, la Fifa ne garantisce 7 per la sola partecipazione. Una cifra che tenderà a crescere se l’Italia dovesse qualificarsi alla seconda fase con un aumento esponenziale di turno in turno, fino ai 26,7 milioni destinati alla squadra vincitrice della Coppa del Mondo. Una premio, questo, di poco superiore a quello incassato dalla Spagna nel 2010 (24,8) e quasi il 50 per cento in più di quanto toccò all’Italia per la vittoria in Germania nel 2006 (18 milioni). La crescita è dovuta al miglior fatturato di sempre della Fifa, che la rivista Forbes ha stimato in 4 miliardi di dollari (2 di profitto).

Un incremento in massima parte generato da diritti tv (1,7 miliardi) e marketing (1,3) con potenti investitori in prima fila (Adidas, Coca-Cola, Emirates) anche sotto il profilo della guerra cibernetica da parte di Anonymous. Ma le criticità per la pioggia di milioni spesi dalla Figc – meglio la scelta riguardo i premi ai giocatori, che scattano dai quarti di finale e arrivano ai 500mila euro lordi a testa in caso di vittoria – restano se si confronta la scelta italiana con quella di altre nazionali. Pur non mancando lussi e vizi in ogni ritiro, alcune spedizioni importanti come e quanto quella azzurra hanno fatto scelte di basso profilo. La Spagna campione del mondo alloggia nel centro tecnico dell’Atletico Paranaense a Curitiba, la Germania ha trovato uno sponsor per finanziare la totale ristrutturazione di un complesso di tredici casette dove oggi riposano in 62 tra giocatori e staff (l’Italia ne ha portati 90). La Francia è in un albergo low cost da 90 euro a notte a Riberao Preto: una netta inversione di tendenza rispetto alla sfarzosa location scelta in Sudafrica che fece discutere più delle pessime prestazioni della squadra. Ma il premio per il low profile va all’Inghilterra che ha occupato gli ultimi due piani di un “fu” cinque stelle a Rio, per un totale di 64 stanze da circa 180 euro a notte. Posizione su TripAdvisor? La stampa inglese è andata a curiosare: 93esima. La Nazionale di Sua Maestà, in campo, potrà solo fare meglio.

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