Con le modifiche al decreto legge Irpef approvate della commissioni Bilancio e Finanze del Senato “non si è in alcun modo annacquato l’intervento”. Parola di Maria Cecilia Guerra (Pd), relatore del testo insieme a Antonio D’Alì (Ncd), secondo la quale la spending review non è scalfita dai quasi 700 emendamenti che hanno ricevuto il via libera. Anche se la pioggia di modifiche presentate dalle diverse forze politiche ha, in alcuni casi, ammorbidito i tagli previsti nella versione originaria del testo. I dirigenti della Consob, per esempio, sono stati esclusi dal tetto di 240mila euro agli stipendi, mentre salta la norma che prevedeva un’ulteriore riduzione del 5% sull’acquisto di beni e servizi per province e città metropolitane che nell’ultimo anno hanno registrato tempi medi nei pagamenti superiori a 90 giorni. Solo “strade alternative per evitare che interventi troppo rigidi comportassero effetti non voluti”, assicura Guerra. Il sottosegretario ai rapporti con il parlamento Luciano Pizzetti, ha detto che giovedì il ministro Maria Elena Boschi sarà in aula per porre la questione di fiducia. Scelta largamente prevista, considerato che il provvedimento dovrà poi passare in seconda lettura al vaglio della Camera, dove è atteso il 13 giugno, e va convertito entro il 23 giugno pena la decadenza. 

Tra gli emendamenti approvati c’è anche quello sul rinvio a ottobre del pagamento della Tasi nei Comuni che non hanno ancora deliberato sull’aliquota e quello dei relatori sull’aumento della tassazione su fondi pensione e casse private. E’ invece saltata, per ora, l’estensione del bonus Irpef alle famiglie monoreddito con figli a carico, voluta dal Nuovo centrodestra. Fino all’ultimo D’Alì assicurava: “Ci sarà”. Invece, dopo una battaglia parlamentare proseguita fino quasi alle 10 di mercoledì mattina, quando le commissioni hanno concluso i lavori, si è deciso di rinviare l’intervento all’autunno. Cioè all’approvazione della legge di Stabilità. Anche perché la misura aggiuntiva avrebbe richiesto una copertura di quasi 70 milioni. Di seguito le principali novità del testo, compresa una mini-riforma del ministero degli Esteri che, a sorpresa, comprende corposi tagli alle indennità dei diplomatici in servizio all’estero.

Più morbidi i tagli a province, comuni e città metropolitane – Tra le novità dell’ultima ora c’è anche l’esclusione dei contratti di servizio per i trasporti, di quelli per lo smaltimento dei rifiuti e di quelli per “altri corsi di formazione” dagli ambiti su cui le Province e le Città metropolitane dovranno puntare per ridurre la spesa per beni e servizi di 340 milioni di euro per il 2014 e di 510 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017. Lo stabilisce un emendamento di Federico Fornaro (Pd). Inoltre viene cancellata la norma che prevedeva un’ulteriore riduzione del 5% sull’acquisto di beni e servizi per province e città metropolitane che nell’ultimo anno hanno registrato tempi medi nei pagamenti superiori a 90 giorni. Passa la soppressione dell’articolo 30 sui debiti fuori bilancio: non vi rientreranno quelli contenuti nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale.

La Tasi rinviata a ottobre – Il versamento della prima rata della Tasi è stato rinviato, solo per il 2014, al 16 ottobre, nei Comuni che non hanno ancora deliberato l’aliquota. Lo prevede un emendamento del governo al decreto legge Irpef, depositato martedì. Nei comuni che non delibereranno le aliquote entro il 19 settembre il pagamento sarà rinviato al 16 dicembre con aliquota all’1 per mille. La proposta di modifica stabilisce che il pagamento avvenga “sulla base delle deliberazioni concernenti le aliquote e detrazioni” pubblicati nel sito informatico entro il 18 settembre. I comuni sono quindi tenuti a inviare le deliberazioni, esclusivamente in via telematica, entro il 10 settembre. Viene poi riconosciuta l’esenzione dall’Imu ai terreni “a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile”.

Per Consob salta l’autonomia sugli stipendi – La Consob non sarà equiparata a Bankitalia per le modalità di fissazione degli stipendi. E’ stato infatti ritirato l’emendamento al decreto Irpef che equiparava i due istituti, nel senso che prevedeva anche per la commissione di vigilanza sui mercati guidata da Giuseppe Vegas la completa autonomia nello stabilire i compensi dei dirigenti. Nel caso di via Nazionale, la disposizione è stata prevista per evitare il rischio di compromettere la totale indipendenza prevista dallo statuto. La prima versione del dl Irpef stabiliva che anche per Consob valesse lo stesso. Visto che l’emendamento è saltato, l’autorità dovrà dunque rispettare il limite di 240mila stabilito dal governo per gli stipendi dei dirigenti pubblici. La commissione peraltro fa sapere di aver adottato di propria iniziativa il “tetto” dallo scorso 1 maggio.

Vigili del fuoco e soccorso pubblico esentati dal piano di razionalizzazione degli immobili – I presidi destinati al soccorso pubblico, come quelli in uso al corpo nazionale dei Vigili del fuoco, saranno esclusi dall’obbligo di presentare un piano di razionalizzazione degli immobili per garantire l’utilizzo esclusivo di edifici pubblici. Lo stabilisce un emendamento del governo. “L’introduzione di tale modifica rappresenta una necessità ineludibile per il dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile”, spiega la relazione illustrativa, “dal momento che i presidi territoriali del corpo, per le funzioni e i compiti che allo stesso sono affidati, nonché per le caratteristiche del tutto particolari dei mezzi tecnici in uso e le specifiche esigenze operative del personale assegnato, non si prestano a essere sottoposti agli stessi criteri adottati per gli edifici occupati da altri uffici pubblici né, tantomeno, a essere utilizzati in condivisione con questi ultimi”. 

Salve le terme di Regioni e province a statuto speciale – Le Regioni a statuto speciale e le province autonome sono esentate dall’obbligo di cedere a terzi le aziende termali, qualora queste siano state trasferite a titolo gratuito. Lo stabilisce un emendamento del gruppo Autonomie, riformulato dai relatori.

Aumento tasse fondi pensione a 11,5% per “salvare” le casse privatizzate – Passa all’11,5% la tassazione dei fondi pensione nel 2014 per coprire la sterilizzazione dell’aumento dell’imposta sulle rendite finanziarie dal 20 al 26% per le casse previdenziali privatizzate. Si tratta di una norma-ponte “in attesa di armonizzare, a decorrere dal 2015, la disciplina di tassazione dei redditi di natura finanziaria” delle casse con le forme pensionistiche complementari. I 4 milioni di maggiori entrate, prevede l’emendamento approvato al decreto Irpef, andranno al fondo per gli interventi strutturali di politica economica.

Cento milioni di anticipazioni per Eur spa – La società Eur spa potrà chiedere entro il 15 luglio 2014 un’anticipazione di liquidità, nel limite massimo di 100 milioni di euro, per pagare i debiti commerciali certi liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2013. Lo stabilisce un emendamento del Pd riformulato dai relatori. La società, controllata al 90% dal ministero dell’Economia e partecipata dal Comune di Roma, si occupa di gestire un vasto patrimonio immobiliare (oltre che di parchi e giardini), dovrà però presentare un piano di rimborso “dell’anticipazione di liquidità, maggiorata degli interessi, in cui sono individuate anche idonee e congrue garanzie” e dovrà sottoscrivere un contratto con il ministero dell’Economia “nel quale sono definite le modalità di erogazione e di rimborso delle somme, comprensive di interessi, in un periodo non superiore a trenta anni, prevedendo altresì, qualora la società non adempia nei termini stabiliti al versamento delle rate dovute, sia le modalità di recupero delle medesime somme da parte del ministero dell’Economia e delle finanze, sia l’applicazione di interessi moratori”. Viene inoltre eliminato il limite di 5 milioni annui di maggiori entrate derivanti dalla distribuzione di utili d’esercizio o di riserve, che il Mef può utilizzare per aumenti di capitale di società partecipate.

Restrizione della platea Irap rimandata a delega fiscale – Le commissioni del Senato hanno approvato un ordine del giorno di Ncd che rimanda ai decreti delegati di attuazione della Delega fiscale la definizione del concetto di “stabile organizzazione” ridisegnato in maniera tale da restringere la platea dei contribuenti che devono versare l’Irap. Secondo quanto prevede l’Odg si dovrà intervenire anche sulla “determinazione e revisione della base imponibile, nonchè sull’incremento delle deduzioni calcolate sul costo del lavoro”.

Anticipato il riordino delle controllate degli enti locali – Anticipata dal 31 ottobre al 31 luglio 2014 la data entro la quale il commissario straordinario alla Spending review, Carlo Cottarelli, dovrà predisporre un programma di razionalizzazione “delle aziende speciali, delle istituzioni e delle società direttamente o indirettamente controllate dalle amministrazioni locali”. Un intervento che dovrà individuare misure per la loro liquidazione, l’efficientamento o la cessione di rami d’azienda “anche ai fini di una loro valorizzazione industriale”. È quanto stabilisce un emendamento di Linda Lanzillotta (Sc) approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Il programma però “è reso operativo e vincolante per gli enti locali, anche ai fini di una sua traduzione nel patto di stabilità e crescita interno, nel disegno di legge di Stabilità per il 2015, da presentare in parlamento entro il 15 ottobre 2014”. Anche in questo caso, dunque, l’operatività slitta all’autunno. 

Fondo da 15 milioni per promuovere l’Italia all’estero finanziato con i tagli alle indennità di servizio – Un emendamento di Giorgio Tonini (Pd), riformulato dai relatori e approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato, prevede che il ministero degli Esteri svolga “attività per la promozione dell’Italia” anche sviluppando “iniziative e contatti di natura politica, economico-commerciale e culturale nell’interesse del Paese”. Attività che saranno finanziate con il taglio degli oneri di rappresentanza e alle indennità di servizio del personale diplomatico all’estero, grazie al quale verrà costituito nello stato di previsione del ministero degli Esteri un fondo ad hoc di 15 milioni per il 2015 e 13 dal 2016. In seguito la dotazione del fondo verrà determinata di anno in anno sulla base delle uscite da sostenere per attività come “il ricevimento annuale della festa della Repubblica, i ricevimenti in onore di autorità del Paese di accreditamento o di personalità in visita ufficiale, il complesso di manifestazioni o di iniziative volte a consolidare i rapporti anche in base alle consuetudini del luogo”. Per trovare le coperture vengono cancellate diverse norme che fissano i compensi per i dipendenti della Farnesina impegnati all’estero. Via gli assegni di rappresentanza per i “reggenti” e i sostituti capi, cioè i funzionari che assumono la guida della sede diplomatica o dell’ufficio consolare, addio all’assegno per le delegazioni diplomatiche speciali e colpo di spugna anche sull’articolo che prevede un rimborso extra per coprire eventuali “spese di rappresentanza sproporzionate rispetto alle indennità” in caso di “circostanze particolari di carattere eccezionale”Addio anche all’assegno per le delegazioni diplomatiche speciali. In compenso viene aumentato l’organico del personale a contratto delle varie sedi all’estero: 2.600 unità per il 2015, 2.650 per il 2016, 2.700 dal 2017. Il tutto, viene previsto, verrà a costare 2,1 milioni di euro per il 2015, 3,8 milioni per il 2016 e 6 milioni dal 2017 coperti con la riduzione delle risorse per le indennità di servizio all’estero “con conseguenti soppressioni di posti di organico”. Il ministero degli Esteri dovrà monitorare gli oneri derivanti da quest’ultima disposizione e, in caso di scostamenti, il Mef agirà sempre sul capitolo delle indennità di servizio all’estero. Nello stesso giorno dell’approdo del testo in Aula al Senato, la Farnesina ha diffuso l’Annuario statistico 2014, da cui emerge che il bilancio di previsione del Mae ammonta a 1,6 miliardi di euro. Si tratta dello 0,20% del bilancio dello Stato, in diminuzione rispetto al 2013 quando la percentuale era dello 0,21%. Includendo anche gli Aiuti pubblici allo sviluppo (Aps) si arriva a 1,8 miliardi di euro, in calo dell’1,2% rispetto al 2013. 

Delega al governo per riformare la struttura del bilancio statale – Il governo “entro il 31 dicembre 2015 è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi per il completamento della riforma della struttura di bilancio dello Stato con particolare riguardo alla riorganizzazione dei programmi di spesa”. Lo stabilisce un emendamento approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. L’emendamento stabilisce anche che il governo sia delegato ad adottare, entro fine 2016, un decreto legislativo recante un testo unico delle “disposizioni in materia di contabilità di Stato nonché in materia di tesoreria”. Approvato anche l’altro emendamento del Governo che dà più flessibilità nella tempistica di adozione dei decreti attuativi della delega fiscale, permettendo la compensazione fra Dlgs che comportino maggiori oneri e altri che portino risorse, sempre mantenendo il principio che dall’attuazione della delega non devono derivare “nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica né un aumento della pressione fiscale complessiva a carico dei contribuenti”.

Via libera alla cessione dei crediti con garanzia statale a Cdp e Bei – “I crediti assistiti dalla garanzia dello Stato” per il pagamento dei debiti Pa, già oggetto di ridefinizione, possono essere acquisiti dai soggetti creditori con una cartolarizzazione “ovvero da questi ultimi ceduti a Cassa depositi e prestiti, nonché alle istituzioni finanziarie dell’Unione Europea e internazionali”, come la Banca europea per gli investimenti (Bei). Lo stesso emendamento elimina la norma per cui le Regioni possono contrarre mutui ed emettere obbligazioni solo per provvedere a spese di investimento: potranno farlo nel caso di operazioni di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento dei debiti che non costituiscono indebitamento per gli enti locali e per le Pa. Viene inoltre riscritto (e quindi eliminato) l’articolo 38 del decreto, prevedendo che “le cessioni dei crediti certificati mediante la piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni possono essere stipulate mediante scrittura privata e possono essere effettuate a favore di banche o intermediari finanziari autorizzati, ovvero da questi ultimi alla Cdp o a istituzioni finanziarie dell’Unione Europea e internazionali”.