General Motors usa la scure su Opel. Il gruppo di Detroit punta a ritornare all’utile sul mercato europeo entro il 2016, e al vaglio c’è una mossa drastica. I vertici dell’azienda, infatti hanno deciso di chiudere lo stabilimento di Bochum, per ridurre i costi di produzione e puntare sull’impianto di Rüsselsheim. Il ritorno al guadagno in Europa, però, avrebbe dei costi altissimi. Secondo il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung la chiusura di questa fabbrica sarebbe un salasso da 600 milioni di euro. Il problema principale riguarda i lavoratori tedeschi. Gli impiegati nello stabilimento di Bochum sono 3.300 e General Motors sta puntando su più strade per dare un taglio all’organico. In ballo ci sono 265 nuovi posti di lavoro nel magazzino ricambi, che dovrebbe diventare uno snodo logistico fondamentale, e la possibilità di spostamento a Russelsheim per un altro piccolo gruppo. Per gli altri l’azienda proporrà il prepensionamento dove possibile, e per chi non ne ha diritto si parla di una buonuscita che potrebbe arrivare a 160 mila euro.

Oltre a questi esborsi, ci sono anche i costi strutturali inevitabili. A partire dalla bonifica del sito di Bochum, per renderlo utilizzabile a eventuali altre attività, fino allo spostamento delle catene di montaggio. General Motors, infatti, ha deciso di trasferire la produzione della Zafira a Russelsheim, e solo questa voce nel capitolo spese pesa per 50 milioni di euro. Un ultimo baluardo potrebbe però rimanere a Bochum, e i rumors parlano di una futura produzione di pezzi di ricambio, ma l’azienda non ha ancora confermato. Da Detroit hanno preferito non commentare i dati diffusi dal quotidiano tedesco, ma le ipotesi sembrano più che realistiche. Si tratta anche di una novità assoluta, perché è il primo grande stabilimento di automobili a chiudere i battenti in Germania dalla Seconda guerra mondiale. Un piano di lacrime e sangue quello lanciato da Detroit, che in linea con la contrazione del mercato europeo negli ultimi anni, punta a ridurre i costi e migliorare i profitti del marchio Opel (che nei paesi anglosassoni viene venduto come Vauxhall).

Dal 1999, infatti, il gruppo in Europa ha perso oltre 13 miliardi di euro, e negli ultimi anni, pur avendo iniziato a contenere il rosso, ha segnato un buco di 1,3 milardi nel 2012 e di oltre 600 milioni nel 2013. Secondo Adam Jonas, analista di Morgan Stanley, il gruppo General Motors in Europa potrebbe generare un profitto complessivo di circa 300 milioni nei quattro anni tra il 2014 e il 2018. Il primo passo per Jonas sarebbe un importante taglio delle perdite, che per il 2014 è stato previsto in 190 milioni di euro. La chiusura dello stabilimento di Bochum è solo una parte del piano di ristrutturazione di General Motors, che ha annunciato investimenti per circa 4 miliardi di euro, per produrre 23 nuovi modelli e 13 nuovi motori a partire dal 2016. Tutte auto che saranno marchiate Opel e Vauxhall, visto che GM ha già annunciato che a partire da fine 2015 sarà eliminato dai listini europei il marchio Chevrolet che, sbarcato nelle concessionarie nel 2005, in dieci anni non è riuscito a trovare la sua posizione nel mercato del Vecchio Continente. Al suo posto l’azienda punterà su Cadillac, per cercare di attaccare il segmento premium. Idea ambiziosa, vista la concorrenza di Audi, Mercedes e Bmw.