La guerra fra i precari della scuola continua. Dopo l’ultimo decreto ministeriale di aggiornamento delle graduatorie che ha accontentato le richieste degli abilitati dal Tirocinio Formativo Attivo, adesso sono i Pas (i beneficiari del Percorso Abilitante Speciale) a protestare. L’oggetto del contendere è sempre lo stesso: la differenziazione fra abilitati ordinari e straordinari, quantificata dal Miur in 36 punti. Tanti: giusti secondo i Tfa, decisamente troppi per i Pas. Del resto, era quasi scontato che qualsiasi decisione avesse preso il Ministero avrebbe scatenato nuove polemiche. Nessuno vuole vedersi scavalcato in graduatoria, tutti sono (o saranno) abilitati all’insegnamento, seppur attraverso canali diversi. I Tfa rivendicano di aver superato delle dure prove selettive d’ingresso, e bollano i percorsi speciali come una “sanatoria”. I Pas sostengono l’identità fra i percorsi e il diritto a vedersi riconosciuti gli anni di servizio prestati nelle scuole. Nelle scorse settimane il Ministero, sostanzialmente, ha dato ragione ai primi, accogliendo in gran parte le richieste avanzate negli ultimi mesi. E così adesso sono i secondi a scendere in piazza.

Il Mida Precari ha indetto per venerdì 23, alle 14.30, un sit-in di protesta davanti alla sede del Miur in viale Trastevere. “Siamo furiosi – spiega Angela Veltri, responsabile dell’associazione – Una differenziazione così ampia è inaccettabile. E non ha alcun fondamento normativo”. Che alla fine il Ministero avrebbe assegnato dei punti di bonus al Tfa, in realtà, era nell’aria già da qualche settimana. “E noi lo avremmo anche accettato, se si fosse trattato di una soluzione equa”, prosegue Veltri. “Si vuole riconoscere un premio per i test d’ingresso? Va bene. Ma parliamo di 12 punti, non decine. Siamo vittima di una profonda ingiustizia che deriva dalla campagna diffamatoria che è stata fatta nei nostri confronti”.

Venerdì a viale Trastevere sono attesi almeno 200 docenti da tutta Italia. L’iniziativa è appoggiata ufficiosamente (ma non ufficialmente) anche dai sindacati, con la presenza di rappresentanti di Flc Cgil, Cisl e Uil. E al termine della manifestazione una delegazione sarà ricevuta dai vertici del Ministero. “Noi non ci arrendiamo. Adesso protestiamo, e se non basterà porteremo in tribunale il decreto, che è pieno di vizi di forma”. La richiesta principale, ovviamente, è quella di ridimensionare la differenza fra il titolo abilitante Tfa e il Pas. Ma sono anche altri i punti del decreto contestati: come ad esempio l’esclusione dal prossimo bando Tfa. “Visto che vale di più, alcuni di noi magari avrebbero potuto voler prendere un’altra abilitazione. E invece non ci è concesso”.

Stesso discorso per i diplomati magistrali, inseriti sì per la prima volta in seconda fascia delle graduatorie d’istituto, ma esclusi dai Pas e penalizzati nel punteggio rispetto ai laureati di Scienze della Formazione. Per tutte queste ragioni, i Pas sono “furiosi” nei confronti del Ministero. E in particolare nei confronti del Partito Democratico: “Il Pd ci ha traditi”, spiega Veltri. “Non hanno mosso un dito per difendere i loro lavoratori, e sono riusciti a manifestare ‘grande soddisfazione’ per un decreto che lede l’intera categoria dei docenti. Da noi Pas non prenderanno più un voto, e siamo 60mila”. La protesta, insomma, è appena cominciata. Oggi in piazza, presto forse in tribunale.

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