Consistente differenziazione di punteggio in favore dei Tfa e dei laureati in Scienze della formazione. Riconoscimento del valore abilitante del diploma magistrale. E finestre annuali di ingresso per i nuovi abilitati. Sono queste le novità principali del decreto di aggiornamento delle graduatorie d’istituto firmato mercoledì dal ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. Ma il provvedimento del Miur scatena subito polemiche: i sindacati denunciano di non essere stati consultati e minacciano ricorsi per “enormi vizi procedurali”. E poi ci sono le incertezze riguardanti i futuri abilitati Pas. Le graduatorie d’istituto sono le liste che assegnano le supplenze e in cui, stando agli ultimi dati, sono iscritti circa 500mila precari in tutta Italia. Vengono aggiornate su cadenza triennale, e il decreto del Ministero era particolarmente atteso perché doveva stabilire i nuovi punteggi per i titoli. E sciogliere la controversia fra gli abilitati del Tirocinio formativo attivo e quelli dei Percorsi abilitanti specialiUna questione su cui si trascinano proteste incrociate da più di un anno.

Ebbene, le recenti manifestazioni dei “tieffini” sembrerebbero aver sortito il loro effetto: il decreto “per valorizzare i diversi percorsi abilitanti” stabilisce un premio per i Tfa di 12 punti “sulla base della durata del percorso” e 30 punti “sulla base della selettività dell’accesso”. Stesso discorso per i laureati di Scienze della formazione, a cui andranno fra i 48 e i 60 punti per la durata, oltre ai 12 per la selettività. Confermato, però, anche il riconoscimento dell’abilitazione ai diplomati magistrale, che verranno inseriti in seconda fascia. A prima vista, paiono leggermente penalizzati i Pas. Ma in realtà il decreto lascia aperta almeno in parte la questione. E concede ai futuri abilitati speciali una novità importante: ci saranno due finestre all’anno (a giugno e a dicembre) in cui chi ha conseguito nel frattempo l’abilitazione potrà entrare in seconda fascia. Sanato così l’assurdo normativo che in passato aveva costretto migliaia di abilitati ad aspettare anni per entrare nella graduatoria di diritto. Intanto, i Pas troveranno posto in terza fascia, con una corsia preferenziale per l’assegnazione degli incarichi.

Restano però anche tanti dubbi sul testo firmato da Giannini. Non si sa, ad esempio, quale punteggio verrà attribuito ai Pas: il ministro aveva parlato di 36 punti di differenza rispetto ai Tfa, dunque si presume sarà intorno ai 6 punti (ma forse si sarebbe potuto provvedere da subito, per evitare ulteriori attese e polemiche). E gli specializzandi sul sostegno chiedono che venga esplicitata anche per loro la possibilità di beneficiare delle finestre annuali, senza aspettare l’aggiornamento triennale. Di certo, il decreto non è piaciuto ai sindacati. Per il contenuto (le associazioni di categoria sono generalmente contrarie alla differenziazione di punteggio fra Tfa e Pas, per cui “non c’è alcun fondamento normativo”), ma soprattutto per la forma.

“Il decreto è stato firmato mentre ancora era in corso la riunione con i sindacati. Non siamo stati tenuti in minima considerazione”, tuona la Flc Cgil. “Le modifiche ai titoli sono avvenute con procedura irregolare e sono facilmente passibili di ricorsi”. Analoghe diffide arrivano pure da Cisl e Uil. Pessimista anche Marcello Pacifico, presidente dell’Anief: “Non sappiamo ancora se noi faremo qualcosa, ma il contenzioso in tribunale sarà sicuramente molto pesante”. Una pioggia di azioni legali, dunque, potrebbe travolgere le nuove graduatorie d’istituto. E per la scuola italiana non sarebbe certo una novità, e neppure una buona notizia.

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