Il Paese è stato travolto dalle vicende legate agli arresti per corruzione a Milano per l’Expo, ma la scelta degli elettori di non votare il prossimo 25 maggio alle Europee sarebbe la “risposta più sbagliata”. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, parlando del dibattito tra i candidati alla presidenza della Commissione europea in corso a Palazzo Vecchio a Firenze, risponde così a chi gli chiede se lo scandalo delle tangenti per l’evento del 2015 potesse influire sul tasso di astensionismo alle prossime elezioni. Oltre a “bocciare” la scelta del non voto, il Capo dello Stato si dice preoccupato per l’ondata di populismo in Europasancita dal trionfo del Front National di Le Pen in Francia e dal consenso riscosso da partiti euroscettici, dal Regno Unito all’Ungheria. E anche per il presidente del Consiglio Matteo Renzi, ospite a Virus, attacca chi come “sciacalli” si buttano “addosso a delle indagini per prendere mezzo punto in più”.  

 video di Max Brod

Napolitano invita a non “tirare in ballo l’Europa con vicende strettamente italiane”, ma ricorda che il voto per Strasburgo ha “sempre sofferto” un fenomeno di astensionismo anche se “qualsiasi previsione affrettata e addirittura catastrofica, non mi convince”. All’indomani del caso Expo e dell’arresto dell’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola, il presidente della Repubblica interviene anche sul tema corruzione e ritiene che “il superamento di questi fenomeni, che non sono esclusivi del nostro Paese, sono legati molto alla creazione di un impegno e di regole comuni in Europa“. “Mi auguro che l’evoluzione dei partiti politici – osserva – vada verso la creazione di partiti sempre più europei perché più i partiti diventano europei più possono superare le strettoie e le degenerazioni della politica nazionale”. 

“Io sono qui per sottolineare il valore eccezionale dell’evento che sta per compiersi”, dice il presidente della Repubblica. “Si dice tanto che questo è il momento di un’Europa politica e democratica e quello che si riflette oggi in questo dibattito è proprio un grosso passo avanti verso un’Europa politica e democratica”. Secondo Napolitano infatti “la legittimazione della scelta del presidente della Commissione in un’aperta competizione tra candidati di partiti europei è una svolta importantissima”.

Renzi a Virus: “Da sciacalli buttarsi addosso a delle indagini per prendere mezzo punto in più”Matteo Renzi, ospite alla trasmissione Virus, parla delle elezioni del 25 maggio e precisa: “Mi sarebbe piaciuto che questo voto fosse stato un referendum sulle cose che ho fatto. Ma non è un voto per dare una legittimità costituzionale”, spiega e per questo, aggiunge, “dico che un po’ mi dispiace”. Sottolinea che l’M5S non supererà il Pd perché “siamo nettamente avanti noi. Ma la questione non è chi arriva primo: i parlamentari M5S non conteranno niente” nel Parlamento europeo e “il primo partito” alle europee “sarà il Pse o il Ppe”.

Poi affronta l’argomento dello scandalo Expo: “Ricordo bene” Tangentopoli “perché allora leggevo giornali anche un po’ controcorrente. Il Giorno, diretto da Paolo Liguori. Ero un po’ strano anche da piccolo. Potrei dirle che non vedo esponenti ex Pd in questa vicenda – aggiunge – Ma io sono stato uno di quelli che non cercando un consenso facile e forse perdendolo, non ho avuto paura di dire in faccia ai magistrati ‘ehi, niente scherzi’ quando l’Anm si è lamentata” attaccando il governo quando ha detto “che doveva esserci un limite di 240mila euro, più che accettabile. Come i politici non devono metter bocca nelle sentenze i magistrati non devono pensare di poter condizionare la formazione delle leggi”, ribadisce il premier. E ricorda: “Nel mio staff mi dicevano stai buono, stai basso, non attaccare i magistrati“.

Poi il premier attacca Beppe Grillo che giovedì, nel corso del suo comizio a Napoli, ha detto: “Oggi ne hanno arrestati otto per l’Expo a Milano, non a Napoli. Vuoi vedere che la colpa era di Genny ‘a carogna che architettava tutto?”. E ancora: “Perché si è mossa la magistratura? Perché 15 giorni fa siamo entrati nei cantieri. Per la prima volta, dopo la nostra incursione, la magistratura si sente spallegiata da un movimento di 10 milioni di persone. Andiamo avanti a colpi magistratura”, ha aggiunto il leader del M5S. “Dico che è da sciacalli buttarsi addosso a delle indagini per prendere mezzo punto in più – afferma Renzi – Pensano di poter cambiare i sondaggi, lo facciano, non arriverò mai a fare la meschinità che ha fatto Beppe Grillo quando in occasione degli scontri per la finale all’Olimpico prima mi ha attaccato dicendo ‘che vergogna Renzi è rimasto mentre fischiavano l’inno nazionale’, poi a Napoli essendo in campagna elettorale ha detto: avrei fischiato anch’io”. Nel corso di Virus, Renzi prosegue l’attacco al leader M5S e sostiene che il premier costa meno di un ‘suo’ parlamentare. “Se dopo quello che hanno fatto in un anno è l’uomo più abile a prendere voti degli italiani qual è il problema? Riguarda gli italiani. È un anno che Grillo è in Parlamento, ogni suo parlamentare costa 3 milioni al mese in cumulo delle indennità, ciascun parlamentare grillino prende il doppio di quello che prende il presidente del Consiglio. Ci sono quelli che credono alle sirene e ai microchip. In quest’anno cosa ha fatto Grillo? E oggi sta tentando disperatamente di dare un’immagine dell’Italia che non è la mia”. Sul suo profilo twitter, poi, Renzi posta la foto di un cedolino di un ancora anomimo dipendente che, grazie alla detrazione Irpef di 80 euro, così supera i 1400 netti, arrivando per la precisione ad un “totale netto” di 1453,82 euro. Oggi Piercarlo Padoan, scrive, “mi ha portato a vedere i primi cedolini degli #80euro”.