C’era da aspettarsi che non durassero molto, ma questo è un vero record: sono bastati due giorni lavorativi per prosciugare 30 dei 31,7 milioni di contributi all’acquisto di auto a basse emissioni stanziato dallo Stato per i privati. In particolare, stando al sito dedicato del ministero dello Sviluppo economico (www.bec.mise.gov.it), sono esauriti – dalle 9 di martedì mattina alle 10 di oggi – i fondi dedicati all’acquisto di veicoli ibridi e a gas con emissioni comprese fra 51 e 95 g/km. Di 22 milioni di euro iniziali, ieri sera ne restavano soltanto 76.000, il che significa che questa mattina, alla riapertura delle prenotazioni, è partita una vera e propria corsa agli ultimi euro rimasti. E qualcuno sarà rimasto scottato. Un po’ più lenta l’erosione dei fondi destinati ai veicoli elettrici e ibridi plug-in (quelli che si possono ricaricare alla presa di corrente): rimangono ancora 1,9 milioni di euro (su 9,5 stanziati), presumibilmente sufficienti all’acquisto di qualche centinaio di auto. Entro un paio di giorni, se non prima, il fondo per i privati sarà completamente esaurito.

Quasi intonsa, invece, la terza fetta del fondo, un “tesoretto” da 31,7 milioni destinato ai veicoli “uso terzi” e alle imprese: anche quest’anno, come accadde nel 2013, la clausola che impone la rottamazione di un veicolo di almeno dieci anni di età – condizione improbabile quando si parla di auto aziendali – sta frenando l’accesso agli incentivi. Tanto che ci si domanda se questi soldi non siano stati stanziati già sapendo che nessuno sarà in grado di chiederli.

Tornando agli incentivi ai privati, il loro rapido esaurimento insegna due cose. Innanzitutto che l’interesse verso le auto elettriche e plug-in esiste, eccome, se è vero che a ieri sera ne erano state acquistate più di duemila unità, più del doppio di quelle vendute nell’intero 2013. Evidentemente, però, è necessaria una spinta economica, come peraltro insegnano molti Paesi europei. La seconda considerazione è invece sul senso di questi incentivi statali, contestati perfino dall’associazione dei concessionari. È vero che si mettono su strada alcune migliaia di veicoli a basse emissioni. Ma con che logica si distribuisce il denaro pubblico? Non sono passati nemmeno dieci giorni dall’annuncio del contributo all’esaurimento dei fondi. Come dire che è stato premiato chi, per caso, proprio in questa settimana stava per concludere un contratto, oppure chi ha la disponibilità economica (o la sicurezza di poter fare un finanziamento dall’oggi al domani) per comprare in fretta e furia un’automobile. Una sorta di lotteria, in cui i soldi dello Stato, invece di servire a politiche di ampio respiro, vengono buttati a caso su qualche migliaio di fortunati.