Mentre i nostri politici si scoprono particolarmente attenti alle necessità del Paese (forse perché ci sono le Elezioni Europee?) imprese e fondazioni che si tengono lontane dalla politica e si occupano di aiutare le persone.

La fondazione Tirelli, creata da Antonio Tirelli, ad del gruppo Iperal, e la fondazione Pro Valtellina Onlus (nate da un progetto di fondazione Cariplo), guidata da Marco dell’Acqua, hanno lanciato una operazione congiunta: un bando con un budget di 60 tonnellate di beni alimentari (corrispondenti all’incirca a 100 mila euro) aperto a ogni onlus del territorio che voglia adoperarsi per supportare le famiglie disagiate. Il bando scadrà il 23 maggio 2014.

“Questo bando sperimentale metterà a disposizione 60 tonnellate di cibo in collaborazione con i supermercati Iperal. Mettiamo a disposizione pacchi di beni alimentari di vario tipo a seconda delle esigenze rilevate (per gli anziani o per i neonati, per esempio). Sono destinati alle Caritas, a onlus ed anche ad asili e scuole materne. Ci tengo a sottolineare che Fondazione Pro Valtellina Onlus promuove bandi di carattere sociale con l’obiettivo proprio di rispondere alle emergenze del territorio di Sondrio e provincia. Questo bando poi è speciale perché, per la prima volta, il budget non è in denaro ma in beni alimentari. Attenzione però: si tratta di generi non in scadenza ma sono prodotti comprati freschi all’interno della pianificazione di acquisti di Iperal. Una nota non da poco, mi pare, considerando che la gestione di operazioni alimentari spesso viene effettuata con cibi prossimi alla scadenza (o alla data “da consumarsi preferibilmente …”).

“Il progetto mira a supportare enti e associazioni considerando anche che il patto di stabilità ha posto molti comuni in una situazione critica”, ha spiegato Marco dell’Acqua. “Il know-how di Iperal si è rivelato fondamentale per questo progetto – spiega l’ad Tirelli fondatore della omonima fondazione – molte associazioni chiedevano buoni spesa. Allora ci siamo organizzati con un evento che non dona denaro ma dona prodotti. Abbiamo sensibilizzato e quindi coinvolto i fornitori di Iperal perché definissero dei prezzi di vendita favorevoli. In numeri parliamo di 60 tonnellate di prodotti di prima necessità, confezionati a spese nostre senza ricarico per il progetto,  in pacchi da 6 kg fino a 10 kg. Ogni pacco è pronto sigillato e numerato. Ogni ente beneficiario verrà tracciato e i costi per le onlus saranno minimi. Iperal, come detto, assorbirà i costi operativi di packaging e di magazzino. In un momento di crisi alimentare abbiamo pensato che sia necessario essere più attivi sul territorio dove siamo presenti come centri di distribuzione. Una riflessione che mi ha colpito particolarmente è che la raccolata del Banco alimentare quest’anno è diminuita. A Sondrio è arrivato meno supporto alimentare e quindi attivarmi in tal senso è stato fondamentale per me come cittadino”, conclude Tirelli.

Ora verrebbe da domandarsi dove stia la novità. Personalmente ho sempre una certa diffidenza nelle attività delle onlus. Gli scandali in questo ambiente spesso finiscono nei giornali (l’ultimo che ricordo di un attore italiano che prometteva di donare a paesi del terzo mondo, smascherato da Striscia la notizia).  Il rischio maggiore nel settore del “fare bene” è la gestione del denaro. Si dice che l’occasione fa l’uomo ladro. Ho sempre pensato che una soluzione di beni invece che denaro sia un approccio più pratico. Anche in questo caso tuttavia i costi di gestione (costa certamente di più la logistica per gestire beni mobili che semplice credito) sono spesso elevati e la logistica legata a questi progetti li rende difficili per molte piccole associazioni con personale ridotto. Questo approccio, con una base di logistica e acquisti gestita gratuitamente da un gruppo di distribuzione, sembra avere una marcia in più.

@EnricoVerga