Un post telegrafico sulla richiesta di estradizione dell’ex senatore Dell’Utri. Immaginiamo per pura ipotesi che Madoff fosse fuggito in Italia prima della condanna e fosse stato arrestato dalla polizia italiana. Immaginiamo che di fronte alla richiesta di estradizione dagli USA le autorità italiane avessero replicato in tono arrogante che il Procuratore Distrettuale di Manhattan South avrebbe dovuto inviare gentilmente tradotti in italiano tutti gli atti del processo. Oltre alle ritorsioni del governo sarebbero fioccate le esecrazioni di tutta la comunità internazionale. I trattati di estradizioni infatti servono ad assicurare che coloro giudicati colpevoli o sottoposti a giudizio in un paese non trovino rifugio in un altro. Non sono un escamotage per rifare il processo in un’altra giurisdizione.

Invece da ciò che si legge sui giornali le autorità libanesi opporrebbero risibili scuse  alle richieste dei italiani. Non essendo un azzeccacarbugli di diritto penale internazionale non intendo disquisire sulle dotte argomentazioni giuridiche addotte. Però so come funziona in pratica il mondo delle relazioni internazionali. Il governo italiano sarebbe in grado di ottenere l’estradizione in pochi giorni. 

In Libano opera sotto l’egida dell’Onu dai tempi del governo Prodi nel 2006 un nutrito contingente internazionale per garantire la difesa, la pace e la legalità in quel tormentato paese. L’Italia si sobbarca un notevole onere in termini di uomini, mezzi e fondi per mantenere questa forza di pace. Il contingente è al momento affidato al comando del Generale Paolo Serra.

Sarebbe tollerabile per l’opinione pubblica italiana scoprire che questo costoso impegno militare e umanitario invece di favorire il progresso civile e la legalità nel paese dei cedri, abbia contribuito a puntellare uno stato canaglia che calpesta impunemente i trattati e la legalità internazionale, rifiutandosi di consegnare all’Italia un latitante?

Nel caso gli ineffabili giudici libanesi dovessero intestardirsi in un inesplicabile infatuazione per i cavilli, dovrebbe essere inevitabile per il nostro governo  informare le Nazioni Unite e la popolazione libanese che l’Italia interromperà la partecipazione alla missione e con effetto immediato e rimpatriare i propri militari. 

Se il governo italiano rinunciasse a mettere in chiaro questi elementari principi ed a esercitare pressioni, sorgerebbe il sospetto che assicurare l’estradizione di personaggi potenti non sia affatto una priorità per il rottam-Attore e chi lo sostiene in Parlamento.