Quando a gennaio ho visto il banner che promuoveva la tournée di Beppe Grillo sul blog ho pensato che non fosse giusto chiedere soldi agli attivisti che già danno tanto al M5S organizzando gazebi nelle piazze, facendo volantinaggio o “spargendo il verbo” in ogni angolo della Rete.

Poi a marzo ho incontrato all’Expo Tour Vito Crimi che mi ha spiegato che Beppe non lavorava da due anni e che il tour era un modo per sostenere lui e il Movimento; del resto ha sempre fatto comizi-spettacoli per mantenersi e poter continuare l’attività politica. Mi ha convinto, ma nel frattempo i biglietti erano già esauriti.

Ieri sera sono tornato a casa dal lavoro e mi ero proprio dimenticato che ci fosse la tappa milanese di “Te la do io l’Europa”. Poi mi chiama Marco Valli, attivista milanese candidato alle europee, che mi fa risalire la voglia di andarci.

Mi cambio di nuovo e mi precipito in tutta fretta al teatro Ciak senza biglietto, manco fosse l’ultimo concerto di Bob Marley. Fila, casino, sciacalli del parcheggio; arrivo all’ingresso: altre file, altri casini, altri sciacalli che vendono 1 biglietto al costo di 3. Passo oltre.

Sento qualcuno che mi chiama, mi giro, alzo la testa e vedo Andrea Scanzi con la sua compagna Verdiana. Tanti fan si avvicinano per stringergli la mano e incitarlo a continuare ad andare in tv a dire le cose che dicono in pochi, come neanche quei pochi le dicono. Tra una foto e un autografo scambiamo due battute su Grillo, il Movimento e il mondo dei media.

Ma io devo cercare il biglietto. Senza pudore chiedo ad Andrea di intercedere per me in biglietteria ma niente da fare anche per lui: sono tutti esauriti. Verdiana prova di nuovo ad affrontare la fila per il bagno, Andrea rimane nel parterre da solo, forse non l’unico ma di sicuro uno dei pochi giornalisti presenti che si sforzano di capire e raccontare il Movimento 5 Stelle senza rinunciare al suo spirito critico e alla sua onestà intellettuale.

Purtroppo dobbiamo salutarci: aspetto che torni Verdiana e continuo la ricerca del biglietto. Mi si avvicina un bagarino e comincio ad intavolare la trattativa: 60€ per il secondo settore. Troppo, qualcosa di più abbordabile? 50 per il terzo. Chiudo a 40 per il terzo, lui va a prendere il biglietto dal compare come fanno i pusher di parco Sempione ma nel frattempo mi chiama Marco che ha trovato un attivista che me lo vende – non c’è neanche bisogno di scriverlo – al prezzo che l’ha pagato (a proposito, grazie ancora!).

Sta per cominciare: ci mettiamo in fila per entrare e mi squilla il telefono. E’ Andrea che ha trovato una signora con un biglietto in più. Incredibile: Andrea Scanzi che si preoccupa di trovare il biglietto per me! Stamattina ero un po’ indeciso, ma come potevo non scrivere questo post?

Una volta dentro cerco Andrea e Verdiana tra la folla ma è abbastanza facile: lui è alto già di suo, poi la pettinatura gli conferisce quei 5 centimetri in più con i quali svetta tra la folla. Si presta a firmare altri autografi e a farsi scattare altre foto con i suoi follower; poi si siede, spengono le luci e si mette gli occhiali che lo fanno apparire come l’intellettuale che è ma che forse non vuole sembrare.

Beppe è passato più volte davanti a dove eravamo seduti. Si è fermato, ci ha fissato, e urlando ci ha anche un po’ sputato: ora capisco il perché degli occhiali!