Non c’è assolutamente niente di misterioso nell’attitudine di Marine Le Pen, e sopratutto non c’è nessun odio, né amore-odio nei confronti del Movimento 5 Stelle. Solo convergenze riguardo all’Europa e alle rispettive propagande elettorali. Vale la pena tornare indietro di qualche settimana e spiegare (non mi pare sia stato fatto molto in Italia) perché la figlia di Jean-Marie “le camere a gas un dettaglio della Storia” Le Pen aveva in qualche modo rinnegato il movimento di Beppe Grillo, con urla di gioia degli attivisti M5S: la classica destra francese del post-Sarkozy rimane tuttora molto indebolita mentre Hollande s’impegna brillantemente a fare record di popolarità al ribasso, e si è aperto un varco non gigantesco ma stavolta proprio biblico per il Front national.

Unico neo, grosso, il passato, una bruttissima reputazione ereditata dal padre e dai punti di riferimento del partito: agitati golpisti con una storia che incrocia il collaborazionismo, la guerra in Algeria e l’Oas, i peggiori gruppi di estrema (ultra) destra, la crema degli integralisti revisionisti… Marine deve uscire dal “Tutto tranne Le Pen”, moto che era stato in grado di mobilitare la Francia nel 2002 al secondo tour delle presidenziali, quando Chirac fu eletto contro Jean-Marie le Pen col 82% dei voti. “Dediabolizzare” l’FN è la parola d’ordine: “un partito come gli altri”, superare il “siamo noi la vera destra” per finire oggi con “né sinistra né destra, solo casta e popolo e noi siamo il popolo” (ricorda qualcosa?). E come si è appena verificato con le comunali sta funzionando perfettamente.

Dunque, quando a gennaio la Le Pen diceva “Grillo? Tribuno sfiatato. E il suo partito un’eruzione cutanea”, stava semplicemente provando a togliersi di dosso la stessa propria immagine, in Francia come in Europa, mentre l’FN continua tuttora ad usare slogan nazisti (quale differenza tra “3 milioni di disoccupati sono 3 milioni di immigrati di troppo” e “500mila disoccupati e 400mila ebrei: la soluzione è semplicissima”?) e a mentire sulla sua estrema vicinanza con i peggiori revisionisti. Recentemente (e non è uno scherzo) la Marine minacciava di denunciare il settimanale “Nouvel Observateur” (e tutti gli altri giornali) perché scriveva “estrema destra” per definire il suo partito, specificando che d’ora in poi lo considerava diffamatorio. Olé.

Gli attivisti del M5S dovrebbero però chiedersi perché lei può usare l’M5S per fare questi giochini: forse perché l’M5S all’estero, dove Grillo non fa ridere nessuno, anche perché non parlano l’italiano e comunque non capiscono nulla dell’Italia in generale (una pizza con l’ananas il massimo incontro col Belpaese per molti) si sono fatti un’idea piuttosto semplice del movimento: populisti con idee vicine all’estrema destra, parte del clan degli ‘anti euro‘, dell’anti Europa’. Come il Front National, col quale Grillo condivide anche “perplessità” sullo Ius soli. Se poi aggiungiamo episodi come “Grillo apre a Casa Pound” – la famosa frasina – dell’anno scorso e la recente festicciola di Alba Dorata a Milano accolta da Casa Pound, se 1 vale (sempre) 1 abbiamo chiuso il cerchio quanto meno a livello di propaganda elettorale. Aggiungi il “Mussolini buono” della Lombardi e Alessandro “Sono nato nel 1978 figuriamoci se mi va di parlare di fascismo” Di Battista e siamo in sintesi perfetta con la “dediabolizzazione”. Anzi, la Le Pen dovrebbe inviargli i fiori.

Mentre ci chiediamo tutti con chi farà alleanza l’M5S in Europa (perché le alleanza si fanno con chi condivide le tue idee, o no?), ora la Le Pen gioca a “Grillo mi odia non so perché e non capisco, abbiamo programmi simili“. Programmi non credo, ancor meno radici comuni, ma mestieri sì: quei due sono probabilmente per ora i migliori politici in campo da queste parti.