Beppe Grillo? “Un tribuno sfiatato”. Matteo Renzi? “Un personaggio molto interessante”. E Silvio Berlusconi? “Un combattente”. In un’intervista a Qn Marine Le Pen, leader del Front national francese, dato nettamente in testa (al 23 per cento per Ifop) nei sondaggi alle elezioni europee del prossimo maggio, ha una definizione per ciascun leader italiano. E se per il capo di Forza Italia e il segretario Pd spende aggettivi positivi – “istintivo, furbo” il primo, “un decisionista” il secondo – per l’ex comico genovese fondatore del Movimento 5 stelle – la donna forte dell’estrema destra francese riserva parole non propriamente gentili: “Grillo non mi piace. L’ho trovato estremamente sgradevole nei nostri confronti, e per uno che si proclama anti-sistema trovo che abbia infilato molto in fretta le ciabatte del sistema – Spiega Le Pen al quotidiano milanese – E’ un tribuno sfiatato, un ribelle col piede corto. Trovo incoerente il suo progetto. Il suo non è un partito ma un’eruzione cutanea, un’allergia alla vita politica. E’ stato forse il suo punto di forza all’inizio, adesso è un enorme punto debole“.

Nel giorno in cui l’ormai ex compagna del presidente francese Francois Hollande, Valerie Trieweiler, lascia Parigi per atterrare in India, la leader del Front national esprime il suo giudizio sul sexy gate che ha scosso la Francia: “Penso che la fiducia e la stima nei confronti di Hollande sia scesa ulteriormente. La realtà è crudele: non è un presidente, è solo il capo di un governo tecnico. Si limita ad applicare la dottrina di Bruxelles, non decide niente, non è particolarmente competente. Possiamo solo riconoscergli una certa onestà”.

Marine Le Pen rifiuta l’etichetta di partito di estrema destra: “Questa definizione è un’arma semantica puntata contro di noi. La usano i media avversari per screditarci, per far credere che siamo settari, violenti, estremisti. Poteva forse avere un senso negli anni ’80, quando il Fn era alla destra della destra. Ma oggi? Destra e sinistra non ci sono più, l’unica discriminante è fra mondialisti e nazionalisti. Noi identifichiamo nella Nazione la struttura migliore per assicurare la sicurezza, la prosperità e l’identità di un Paese”. Una visione che rischia di diventare centrale se, come attestano i sondaggi, il Fron national vincerà le prossime elezioni europee: “Possiamo diventare benissimo il primo partito di Francia. Il che dovrebbe aprire una crisi politica imponendo la dissoluzione dell’Assemblea nazionale e la fine della moneta unica. Dopo di noi anche la Germania rinuncerà all’euro e tornerà al marco“.