Sulla lotta alla pedofilia alle parole di Papa Francesco seguono i fatti. Bergoglio ha, infatti, istituito formalmente la Pontificia Commissione per la tutela dei minori, che era stata annunciata ai giornalisti il 5 dicembre 2013 dal cardinale di Boston Seán Patrick O’Malley, unico porporato scelto dal Papa tra gli otto membri del nuovo organismo. L’idea di creare questa commissione è stata suggerita a Francesco dal “G8” di cardinali che lo consiglia nel governo della Chiesa universale e che sta elaborando la riforma della Curia romana, di cui fa parte anche il cappuccino O’Malley nominato da Giovanni Paolo II nel 2003 alla guida della diocesi di Boston dove lo scandalo della pedofilia aveva costretto il Papa polacco a rimuovere l’allora arcivescovo, il cardinale Bernard Francis Law, trasferendolo a Roma come arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore, incarico che ha lasciato nel 2011 al compimento degli ottant’anni.

Nel gruppo c’è anche una vittima di violenze: si tratta dell’irlandese Marie Collins. Il Papa ha poi chiamato a far parte della commissione Catherine Bonnet (Francia), Sheila Hollins (Regno Unito), Claudio Papale (Italia), Hanna Suchocka (Polonia) e i gesuiti padre Humberto Miguel Yáñez (Argentina) e padre Hans Zollner (Germania). Proprio quest’ultimo, responsabile del Centro per la protezione dell’infanzia dell’Università Gregoriana, era stato incoraggiato da Papa Francesco, nel giugno dello scorso anno, a proseguire con determinazione la lotta agli abusi sessuali sui bambini.

“Papa Francesco – è il commento del portavoce vaticano padre Federico Lombardi – mette in chiaro che la Chiesa deve tenere la protezione dei minori fra le sue priorità più alte e per promuovere l’iniziativa in questo campo oggi il Papa ha indicato i nomi di diverse personalità altamente qualificate e note per il loro impegno su questo tema. Questo gruppo iniziale – ha spiegato padre Lombardi – è ora chiamato a lavorare speditamente per collaborare in differenti compiti, fra cui: elaborare la struttura finale della commissione, precisandone scopo e responsabilità e proponendo i nomi di ulteriori candidati, in particolare da altri continenti e paesi, che possono essere chiamati al servizio della commissione. Nella certezza che la Chiesa deve svolgere un ruolo cruciale in questo campo, e guardando al futuro senza dimenticare il passato, la commissione adotterà un approccio molteplice per promuovere la protezione dei minori, che comprenderà l’educazione per prevenire lo sfruttamento dei bambini, le procedure penali contro le offese ai minori, doveri e responsabilità civili e canoniche, lo sviluppo delle ‘migliori pratiche’ che si sono individuate e sviluppate nella società nel suo insieme”. Il fine unico voluto dal Papa è quello di “rispondere alla sacra responsabilità di assicurare la sicurezza della gioventù“.

Un provvedimento che arriva dopo che poco più di un mese fa Bergoglio aveva ridotto allo stato laicale, senza attendere la sentenza definitiva, don Marco Mangiacasale, ex sacerdote della diocesi di Como, già condannato nei primi due gradi del processo penale per abusi su quattro minorenni. Ma la neonata commissione anti pedofilia è anche la risposta del Papa al Comitato Onu sui diritti dell’infanzia che ha accusato il Vaticano di aver permesso decine di migliaia di abusi su minori.

twitter @FrancescoGrana