Buona parte dell’umanità vive al di sopra della capacità della Terra di sostenerla. L’impronta ecologica dell’uomo è spesso incompatibile con le risorse a disposizione.

Ma se ciascuno di noi è colpevole (“la storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso”), alcuni sono più colpevoli di altri. Il lusso non dovrebbe avere asilo su questa Terra.

Trussardi, quando ha aperto a settembre dell’anno scorso il nuovo negozio nel centro di Torino, festeggiando la collaborazione con la squadra della Juventus – presente quel giorno insieme alla signora “plin plin” ed alla a me indigesta Luciana Littizzetto – ha pensato bene di inventare per l’occasione una borsa denominata “mini Lucinda bag”: in pelle, certo, ma non una pelle qualsiasi. In coccodrillo. Ovviamente bianco e nero.

Hermès, sempre con il coccodrillo (questa volta marino), ha firmato la borsa denominata “Jane Birkin”, dal nome dell’attrice e cantante (che davvero credevo più intelligente) che la ispirò. Una borsa di coccodrillo Birkin è stata venduta all’asta a Parigi l’anno scorso a 63.800 euro. Ma nel 2007 una con dedica della stessa Birkin raggiunse ben 74.000 euro.

Il coccodrillo, nonostante non se la passi molto bene come specie, è ovviamente anche apprezzato – sempre nelle borse – da quel must del lusso che è Bulgari.

Il governo della Namibia invece – seppure a malincuore (così dice) – concede tre permessi annuali per abbattere altrettanti rinoceronti neri, al fine di acquisire le risorse per proteggere gli altri (!). Ovviamente al mondo c’è la fila per uccidere un rinoceronte nero. Un permesso se lo è aggiudicato a gennaio di quest’anno un riccastro americano appartenente al Dallas Safari Club per la modica cifra di 350.000 euro. Ne vale la pena, per avere la testa del rarissimo mammifero sopra al caminetto da mostrare orgogliosamente agli amici.

Chi invece non si può permettere un capo in coccodrillo, o non è particolarmente amante della caccia grossa, ma ama comunque diversificarsi dagli altri con qualcosa di esotico e più a buon mercato può comprarsi un paio di guanti in pecari (una specie di cinghiale che vive nel sud America), foderati in cachemire. Il povero pecari sono decine di anni che viene sacrificato per difendere le mani dal freddo. Con soli 200 euro si possono acquistare un paio di guanti non proprio alla portata di tutti.

Purtroppo, la triste realtà è che la forbice fra chi ha sempre di più e chi ha sempre di meno aumenterà. Ed aumenterà anche il lusso con le sue crudeli stravaganze.