Da quando le hanno fatto aprire il bagaglio a mano, di un rosa delicato, che al suo interno conteneva una serie infinita di panetti di coca, sino al peso record di chilogrammi 24, per Federica Gagliardi è iniziata una seconda tragedia. La prima, la più evidente e clamorosa, non ha bisogno di ulteriori traduzioni: è in carcere e chissà quando uscirà. La seconda è più sottile ma non meno oscena della prima e riguarda l’aspetto umano nella sua parte deteriore, direi persino infame. Nessuno si ricorda più di lei, nessuno l’ha mai presentata a nessuno, nessuno l’ha introdotta in certi ambienti, nessuno ne ha il più pallido ricordo. Dal giorno del suo arresto, i giornali, nelle rubriche della posta, hanno dovuto offrire quasi tutto lo spazio a persone che, in fila col numerino come alla posta, aspettavano il loro turno per scrivere: la signora non ha mai lavorato da noi, non ho mai presentato la signora al comitato Polverini (l’assunzione dunque è celeste), la signora non ha mai aderito al nostro partito (scrivono portavoce di partiti che non vengono votati neppure dai parenti stretti), la signora non ha mai partecipato alle nostre manifestazioni, e via di questo tenore.

Oggi, soltanto oggi, ben tre smentite, due delle quali sul Corriere della Sera a pagina 33. Scrive sdegnato Pino Bicchielli, coordinatore dell’Organizzazione nazionale del Centro Democratico (una tra le sigle più lunghe, inestricabili, inutili, visto il peso del partito, che ci sia mai capitato di leggere): “Non basta sentirsi (chissà) elettori per poter essere definiti collaboratori. La signorina Federica Gagliardi, la cosiddetta Dama Bianca, non è mai stata iscritta al Centro Democratico, non ha mai avuto nessun incarico né formale né informale da parte del Centro Democratico e del suo leader…” Ecco, qui è giusto soffermarsi appena un attimo e chiedersi: già, ma chi è il leader di questo Centro Democratico? È lo stesso Bicchielli, qualche riga più in giù a svelarci l’arcano: “Scrivere – conclude la sua letterina – che è ‘ex collaboratrice di Tabacci‘, come pubblicato sul Corriere di ieri è, pertanto, del tutto infondato e insensato”.

E passiamo alla seconda smentita. In questo caso a scrivere è Giulio Violati, marito di Maria Grazia Cucinotta, che qualche anno fa si impegnò nella campagna elettorale della Polverini e che sui giornali di questi giorni (ma anche in anni passati) è stato identificato come il soggetto che presentò la Gagliardi al Comitato. “La notizia è completamente falsa – scrive Violati –  all’epoca la Gagliardi venne presentata alla lista civica Insieme cambiamo per Renata Polverini dall’allora consigliere comunale con delega all’Ambiente della Giunta Alemanno, Francesco Maria Orsi. Lo scrivente non aveva mai incontrato prima di allora la signora Gagliardi…” Anche qui, modestissima considerazione. Non è la prima volta che il Violati viene citato come il “presentatore” ufficiale della Gagliardi, è già accaduto in diversi articoli quando la medesima ebbe il suo momento di gloria al seguito del Cavaliere. Ma in quelle occasioni non si ricordano smentite del Violati, da qui l’idea che l’argomento droga porti con sé anche la modulabilità degli stili umani.

Terzo e ultimo concorrente di questa “ruota della Sfortuna” è Marco Mezzaroma, anch’egli ex-marito di, in questo caso di Mara Carfagna. Il quale scrive a Repubblica per smentire un articolo intitolato Dai flirt con i potenti alla corte dei narcos, la doppia vita di Federica, in cui “si poteva leggere che la citata signora avrebbe fatto cene con Marco Mezzaroma. La circostanza è, semplicemente, falsa: non sono mai stato a cena con Federica Gagliardi”. Si poteva forse aggiungere: “E non ci sarebbe stato comunque nulla di male”, ma ci dobbiamo accontentare di una smentita secca senza slanci eleganti.

Che dire, insomma? Che ci pare una rappresentazione plastica di un certo sotto-sottobosco romano, che include, include, include, sino alla crapula, quel gozzovigliare festoso e caciarone che succhia tutto il succhiabile dalle istituzioni e in cui poi ci rimettono le terze file, le ragazze usate, riusate e poi neppure rottamate. Ma semplicemente negate sino all’infamia quando poi si mettono nei guai.

Ps. Due eccezioni. La prima è Fabio Quagliarella, attaccante della Juve, che non ha parlato. È vero, ci sono foto dei due insieme a Miami, ma si poteva imbastire una giustificazione qualunque e lui non lo ha fatto. La seconda è Vittorio Sgarbi, che in un’intervista ha raccontato della sua conoscenza di Federica Gagliardi, osservando come nell’ambiente berlusconiano venisse considerata niente più che carne da macello (sessuale).