L’Italia dei Valori propone di vendere i beni confiscati alle organizzazioni mafiose se entro tre mesi nessuno ne fa richiesta di utilizzo. Come dire: mafiosi, ci diamo solo tre mesi di tempo per riuscire a sconfiggervi. Se non ci riusciamo avete vinto voi, riprendetevi pure i vostri beni.

Tutto questo perché ovviamente siamo in un periodo in cui il mercato immobiliare è alle stelle e tutti quanti comprano e vendono immobili, vero? Ma chi volete che si ricompri oggi come oggi dei beni immobili, di solito da centinaia di migliaia di euro, se non i mafiosi stessi?

Questa proposta di legge è un insulto alla memoria dell’on. Pio La Torre, ucciso proprio perché ha intuito che il modo migliore per contrastare le mafie è aggredire i loro patrimoni. Ed il modo migliore per farsi beffa di loro è riutilizzarli a fini sociali: ridare alla collettività ciò che la mafia ha strappato con l’uso della forza.

Per avvalorare la proposta, il Segretario nazionale dell’Italia dei Valori parla del possibile ricavato di 80 miliardi di euro utile allo Stato per diminuire le tasse ed intervenire sul cuneo fiscale. E noi invece di andare a combattere i 60 miliardi di corruzione ed i 180 di evasione fiscale, decidiamo di ricavarne solo un terzo permettendo ai mafiosi di rimpossessarsi dei propri beni.

Facciamoci un favore: non firmiamo quella proposta di legge ed impegniamoci piuttosto per un vero riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie!

 

Riceviamo e pubblichiamo la seguente risposta

Noi dell’Italia dei Valori ci siamo sempre battuti dentro e fuori il Parlamento contro la criminalità organizzata e contro ogni forma di corruzione. Nel nostro partito è stato sempre presente il dna della legalità e della lotta al malaffare. Siamo stati spesso attaccati dagli amici di Berlusconi e dai difensori dei corrotti, proprio perché la nostra linea su questo è stata intransigente e perché abbiamo sempre messo al primo posto la difesa del principio secondo cui “la legge è uguale per tutti”. Evidentemente Brugnone, quando portavamo avanti queste battaglie, era distratto e, probabilmente, non conosce la nostra storia. Forse non si è neanche letto la nostra proposta di legge d’iniziativa popolare che mira, fra l’altro, ad un potenziamento dell’Agenzia dei beni confiscati, richiesto a gran voce e più volte dallo stesso direttore, il prefetto Caruso. Brugnone desidera che i beni confiscati alla mafia continuino ad essere inutilizzati e, invece di proporre una soluzione, mira solo a criticare coloro che, come noi, vorrebbero agevolare le procedure per destinarli a finalità sociali o venderli per rimpinguare le casse dello Stato. Abbiamo a cuore gli interessi dei cittadini e delle aziende oneste che stiamo raccogliendo le firme per questa pdl, perché vogliamo che questi beni siano utilizzati dalla collettività e che non rimangano a marcire. Trovo anche sconveniente, citare, come ha fatto Brugnone, degli eroi dello Stato, uccisi dalla mafia. La vera offesa per tutti coloro che sono caduti in nome della difesa della legge è che il frutto dei proventi delle attività illecite rimanga inutilizzato.

Luciano Pisanello
Segreteria Nazionale IdV