Il ministro Maurizio Lupi quando si tratta di nominare qualche amico di partito in ruoli chiave e strategici non sta a guardare e verificare le varie competenze. Così è avvenuto per le nomine all’Autorità Portuale di Cagliari e del Nord Sardegna.

Già nel dicembre scorso il ministro delle Infrastrutture veniva iscritto nel registro degli indagati per il reato di abuso d’ufficio.

Infatti, con la sentenza del Consiglio di Stato N. 04768/2013 depositata in data 26 settembre 2013 si chiariva una volta per tutte che i soggetti designati per ricoprire il ruolo di Presidente o Commissario dell’Autorità Portuale debbano necessariamente essere in possesso di una specifica qualificazione culturale, teorica e prativa nelle materie indicate dalla legge e una serie di principi giuridici ai quali si rimanda.

Nel caso di specie, il Presidente dell’Autorità Portuale di Cagliari, Piergiorgio Massidda, non aveva nessun requisito previsto dalla legge 84/94 (Istitutiva delle Autorità Portuali) e per tale motivo il Consiglio di Stato revocava la nomina fatta a suo tempo. Nonostante la sentenza, il Ministro Lupi, per aggirare l’ostacolo della revoca, nominava sempre Massidda a Commissario dell’Autorità Portuale.

Da qui l’esposto del docente universitario Massimo Deiana e l’iscrizione nel registro degli indagati di Lupi. Ma il ministro ha fatto di meglio con la nomina all’Autorità Portuale del Nord Sardegna.

In questa occasione ha nominato un ex senatore del Pdl, Fedele Sanciu, con un grande curriculum. Incredibile ma vero. L’ex Senatore Sanciu, amico di Lupi, come grande requisito portava in dote la semplice terza media. Nonostante chiarissime indicazioni della legge e di una recente sentenza. Per detti motivi, mi sono sentito in dovere di proporre io in questo caso un esposto presso la Procura di Tempio.

A seguito del mio esposto sono stati iscritti nel registro degli indagati sia Lupi che Sanciu. Non è tollerabile che la politica continui a far finta che le competenze sia superabili semplicemente con il requisito politico. E noi cittadini non possiamo stare fermi a guardare. Denunciare è un nostro dovere e un nostro diritto. La meritocrazia deve essere la prima cosa che una sana politica dovrebbe ricercare e richiedere. Il tempo di tenere le mani pulite in tasca è finito.