Alcuni anni orsono avevo in consulenza un industriale per problemi psicologici legati alla gestione di un figlio nato con gravi problemi. Durante le sedute mi parlò della situazione della società che controllava l’azienda. C’era un socio detentore del 50% oltre a lui e tre fratelli ognuno con il 12,5%.  Ad un certo punto decise di “tradire” i fratelli, facendo un accordo con il socio fuori dalla famiglia, per gestire l’azienda. I fratelli vennero estromessi  e nel giro di poco tempo liquidati con acquisto delle loro azioni. Quando il socio che deteneva il 50% andò in pensione, non avendo figli interessati all’azienda, il mio paziente divenne titolare unico. Ora quest’azienda si è molto sviluppata e ha assunto una dimensione internazionale. La frattura insanabile coi fratelli è rimasta ma l’azienda è andata avanti e ora lui ha assunto tre nipoti, uno per ognuno dei fratelli. Quest’industriale è convinto che se non avesse preso quella difficile decisione i dissidi aziendali sarebbero esplosi e gli investimenti necessari non sarebbero mai stati fatti.

Una signora mi racconta che ha scoperto degli sms che il marito manda a un’altra donna. Lei è molto amareggiata, delusa e arrabbiata. Decide di affrontare il marito per avere una chiarificazione. Lui ammette il tradimento ma contrattacca dicendo che, a suo avviso, è lui che è stato per primo “tradito”. Quando erano fidanzati la loro vita sessuale era spumeggiante ora, dopo la nascita del figlio, da tre anni lui la deve rincorrere, subire rifiuti a ripetizione, accettare rapporti sessuali saltuari e “mosci”.

Leggendo le cronache del “tradimento politico” avvenuto tra Renzi e Letta mi sono venute in mente queste due storie. La parola tradimento, dal latino “tradere” che in italiano equivarrebbe a “portare  e consegnare al nemico”, indica il prevalere psicologico dell’egoismo individuale rispetto alle aspettative interpersonali  o sociali. In ogni momento della nostra vita il nostro IO è sottoposto alla pressione di diverse istanze psicologiche; alcune coscienti, altre inconsce. Spesso i bisogni inconsci,  magmatici e primitivi, trovano una modalità cosciente di esprimersi che noi possiamo accettare.

Per rimanere alla politica facciamo qualche esempio: Scilipoti affermò di aver “tradito” il partito in cui era stato eletto per il bene supremo della nazione e per non fare precipitare l’Italia nel caos. Alfano, recentemente, ha addirittura affermato di aver “tradito” Berlusconi per il suo bene. Secondo il suo ragionamento Berlusconi, condizionato negativamente da cattivi consiglieri, stava facendo un grave errore nell’affossare il governo con nefaste conseguenze.

E’ chiaro che aver letto un mese orsono: “Enrico stai sereno” ed aver visto quello che ora è successo fa pensare che la frase completa fosse: “Enrico stai sereno, userò la vaselina!”. Questo per quanto riguarda la dimensione umana delle relazioni.

Rimane però da chiedersi a quali istanze psicologiche debba corrispondere un leader politico che rappresenta milioni di persone che, nel bene o nel male, si affidano a lui? Per il bene comune degli italiani che credono nel partito democratico è stato giusto sacrificare le ambizioni di Letta? Naturalmente partendo dal presupposto che questi, per indole e storia personale, non fosse in grado di effettuare un “cambio di passo”. Le istanze inconsce quali arrivismo, prepotenza, volontà di potenza fino a che punto sono un difetto o un pregio per un leader quando si traducono in capacità di imporre o scegliere un percorso?

I tre più gettonati leader del momento Grillo, Berlusconi e Renzi sono intrisi di queste caratteristiche. Non hanno scrupoli a distruggere i loro avversari, i loro ex amici o protetti, a imporre con la forza e la prepotenza la loro idea spacciando per democratico un processo decisionale palesemente condizionato dalla volontà del capo. Le consultazioni su un numero ristrettissimo di persone del blog di Grillo sono palesemente condizionate da ciò che lui afferma, le deliberazioni di Forza Italia sono conseguenza delle esigenze del capo e nella direzione Pd le aspettative e la volontà di Renzi prevalgono su tutte le altre argomentazioni.