Il principio di autodeterminazione costituisce una delle norme fondamentali del diritto internazionale e si proietta anche negli ordinamenti interni, che si devono conformare alla volontà popolare. Gli Stati che non rispettano, nella loro organizzazione interna e nelle scelte concrete operate dai loro governi, tale principio, perdono legittimità e mettono in pericolo l’unità nazionale, che si deve fondare sul consenso dei consociati.

L’Unione europea costituisce oggi un ordinamento regionale di riferimento dotato di poteri senza precedenti che in molte occasioni infrangono lo schermo della sovranità statale. Tuttavia, anche l’Unione europea deve rispettare il principio indicato e realizzare i diritti delle persone che vivono negli Stati che la compongono. Se non è in grado di farlo diventa inutile, anzi dannosa.

Negli ultimi anni l’Unione europea, assoggettata ai voleri delle lobby finanziarie e neoliberiste e dominata dal potere inconstrastato della Germania e dei suoi satelliti, ha sostanzialmente violato il mandato ricevuto e il progetto che i più illustri fra i suoi fondatori, primo fra tutti Altiero Spinelli, avevano a suo tempo concepito.

Ho sottoscritto l’appello per la lista Tsipras, perché sono fermamente convinto che solo operando in netta discontinuità rispetto alle scelte sciagurate compiute dall’Unione europea, si potrà salvare l’idea stessa dell’Europa. Salvaguardare l’Europa come casa comune dei popoli del continente europeo è oggi di vitale importanza, e potrà avvenire solo riaffermando gli interessi dell’ala mediterranea, oggi gravemente compromessi e sottomessi ai poteri egemonici nell’Unione, di stampo nordico.

Va sconfitta la logica del commissariamento di interi Stati che comporta la violazione del principio di autodeterminazione dei loro popoli, conferendo i poteri decisionali alla troika composta da oscuri burocrati malconsigliati da sedicenti economisti asserviti intellettualmente fin nel midollo al fallace vangelo del Dio mercato, che nasconde in realtà il predominio dei poteri monopolistici, a cominciare da banche e finanza in genere.

Salvare l’Europa sottraendola ai poteri reali che la stanno affossando trincerandosi dietro il messaggio equivoco e totalmente ideologico del neoliberismo è oggi importante anche perché in sede europea possono avvenire ricomposizioni e trovare accoglienza i nuovi Stati che sorgono dalla crisi di quelli esistenti.

Due esempi per tutti in questo senso: la Scozia e la Catalogna. E abbastanza evidente come in entrambi i casi la maggioranza del popolo sia a favore dell’autodeterminazione sotto forma di indipendenza. Ciò suscita le reazioni isteriche dei poteri centrali. Il governo spagnolo di Rajoy sembrerebbe pronto a tutti pur di evitare l’autodeterminazione dei Catalani, mentre sullo sfondo si delinea anche quella dei Baschi e probabilmente di altre comunità autonome. Meno roboante ma altrettanto preoccupata la reazione di quello britannico di Cameron.

Il discorso riguarda ovviamente anche il nostro Paese. Seppure maltrattato e svilito dalle politiche della Lega Nord, incentrate su razzismo e corruzione e subalternità a Berlusconi, il principio di autodeterminazione conserva una sua validità di fondo anche per l’Italia. Nell’assenza di forti tradizioni indipendentiste e di minoranze nazionali forti e ben strutturate, esso si declina prevalentemente sul versante dell’autonomia. Un’autonomia che va rispettata consentendo che la destinazione delle risorse e la gestione del territorio avvengano tenendo conto dei desideri delle popolazioni direttamente interessate.

Un motivo in più, tanto per fare un esempio, per non fare la Tav, grande opera inutile, costosa e pericolosa per l’ambiente, sulla quale tutti gli ultimi governi e, si teme, anche quello in via di formazione, insistono bovinamente sotto la spinta di lobby potenti.

Si tengono oggi le elezioni sarde, nella situazione regionale del nostro Paese più caratterizzata dal punto di vista dell’identità propria e più sacrificata a una vera e propria politica neocoloniale di cui da ultimo si è fatto interprete il proconsole di Berlusconi Cappellacci, sotto inchiesta come è noto per gravi attentati all’ambiente e al paesaggio.

Un’affermazione della lista “Sardegna Possibile” capeggiata da Michela Murgia, che al suo centro ha posto proprio la riflessione sull’autonomia, potrebbe costituire un segnale importante nella direzione di quella democrazia fondata sul rispetto delle autonomie locali di cui il nostro Paese e l’Europa hanno un bisogno sempre più urgente.