Alfano. Amici italiani, concittadini, vengo a seppellir Letta non per lodarlo. Il male che gli uomini fanno sopravvive loro; il bene è spesso sepolto con le loro ossa. Così sia di Enrico Letta. Il nobile Renzi vi ha detto che Letta era un fancazzista: se così era, fu un ben grave difetto: e gravemente Letta ne ha pagato il fio. Qui, col permesso di Renzi e degli altri – ché Renzi è uomo d’onore; così sono tutti, tutti uomini d’onore – io vengo a parlare al funerale di Letta. Egli fu mio amico, fedele e giusto verso di me: ma Renzi dice che fu fancazzista; e Matteo Renzi è uomo d’onore.

Quando la Cancellieri ha pianto, Enrico Letta ha lacrimato: il fancazzismo dovrebbe essere fatto di più rude stoffa; eppure Renzi dice ch’egli fu fancazzista; e Renzi è uomo d’onore. Tutti vedeste come ai Lupercali per ben tre volte Matteo Renzi twittò “Enrico stai sereno” e per tre volte egli rispose “zen”: fu questi un atto di fancazzismo? Eppure Renzi dice che fu fancazzista; e, invero, Renzi è un uomo d’onore. Non parlo, no, per smentire ciò che Renzi disse, ma qui io sono per dire ciò che io so. Tutti ne amaste una volta la straordinaria capacità realizzativa, né senza ragione (l’aggancio alla ripresa economica mondiale o la maestria nel cambiare di nome all’Imu ne sono indubitabili riprove): qual ragione vi trattiene dunque dal piangerlo? O senno, tu sei fuggito tra i bruti di Rignano sull’Arno e gli uomini hanno perduto la ragione. Scusatemi: il mio cuore giace là nella bara con Letta (e rischia di rimanerci perché mi sono bruciato col Berlusconi pur di restare al governo).

1° Cittadino. Parmi ci siano molte ragioni nelle sue parole.

2° Cittt. Se consideri bene la cosa a Letta è stato fatto gran torto.

3° Citt. Temo che uno peggiore di lui verrà al suo posto.

Alf. Pur ieri la parola di Letta avrebbe potuto opporsi al mondo intero: ora egli giace lì, e non v’è alcuno che gli renda onore. O amici, se io fossi disposto a eccitarvi il cuore e la mente alla ribellione e al furore, farei torto a Renzi. Non voglio fare a lui torto. Preferisco piuttosto far torto al defunto, fare torto a me stesso e a voi, che far torto a sì onorato virgulto. Ma qui c’è una pergamena col sigillo di Letta – l’ho trovata nel suo studio – è il suo programma di rilancio del governo “Impegno Italia”. Documento che non intendo leggere, perché se lo facessi il popolo potrebbe essere spinto a baciare le ferite del morto Letta-

1° Citt. Il documento, il documento, vogliamo conoscere il programma di Letta.

Ant. Ho sorpassato il segno. Temo di far torto agli uomini d’onore i cui pugnali hanno trafitto Enrico Letta; invero lo temo.

2° Citt. Erano traditori, ma che uomini d’onore!

Alf. Se avete lacrime , preparatevi a spargerle adesso. Tutti conoscete questo abito Tasmanian da bancario. Io ricordo la prima volta che Letta lo indossò: andava a prendere ordini da Napolitano. Guardate, qui il pugnale di Franceschini l’ha trapassato; mirato lo strappo che vi ha fatto la Pinotti per la promessa di un ruolo ministeriale; attraverso questo il ben amato Matteo l’ha trafitto; e quando tirò fuori il maledetto acciaio, guardate come il sangue di Letta lo seguì, quasi per assicurarsi se fosse davvero Renzi quello che così rudemente bussava, l’amato compagno che aveva assicurato di garantire il governo di Enrico fino al semestre europeo. Anime gentili, come? Piangere quando non vedete ferita che la veste di Letta?

3° Citt. O infausto giorno! Canaglie!

Alf. Buoni amici, che io non vi sproni a subitanea ondata di ribellione. Non sono oratore com’è Renzi. Se io fossi lui allora vi sarebbe un Alfano che sommoverebbe gli animi leggendovi che Impegno Italia” aboliva tutte le tasse e creava trenta milioni di posti di lavoro. Questo era Letta! Quando ne verrà uno simile?

Cittadini. Nobilissimo Letta, vendicheremo la tua morte! Bruceremo la smart dell’onorevole Carbone su cui scorrazza il Renzi! Voteremo Cinquestelle! Alla faccia di tutti i renziani che ci considerano citrulli!