Clamoroso al Forum: Milano, padrona di casa e (stra)favorita della vigilia, va fuori nel primo turno della Final Eight di Coppa Italia. L’Olimpia si scioglie nel finale di partita contro Sassari, probabilmente bloccata dalla paura d’essere condannata a vincere il trofeo. Imbattuta da dicembre in Italia, Milano casca contro la squadra che più le aveva dato fastidio in stagione regolare dall’arrivo di Daniel Hackett alla corte di Giorgio Armani. Un risultato difficile da digerire dalla tifoseria e che complica i piani di Rcs Sport, l’organizzatore dell’evento già “colpito” dallo sciopero dei giornalisti della Gazzetta dello Sport che non hanno dato copertura all’evento su internet. Senza Milano, il Forum di Assago – semideserto oggi nelle prime due partite, giocate alle 13 e alle 15.30 – rischia di non rivedere più gli 8mila spettatori arrivati per la partita dei padroni di casa.

La “colpa” sportiva è tutta di Drake Diener, l’uomo che ha stritolato l’Olimpia nell’ultimo quarto. Milano ha dominato il primo, controllato il secondo e terzo per poi crollare sotto i colpi della guardia americana di Sassari. La partita svolta sulla penultima sirena: Diener trova un incredibile tiro da 3 punti che tiene Sassari, scivolata più volte a -12, in partita. Appena si ricomincia a giocare, inizia lo show balistico del Sassarese. Chiude il divario e regala il primo vantaggio ai suoi (68-67 a 6’) mentre Milano scompare in attacco. Moss e Lawal provano a cacciare indietro i sardi ma ancora lui – sempre da 3 – firma il +5 a 1’20” dalla fine. Poi segna i liberi che tengono Milano dietro e ruba il pallone decisivo a un secondo dalla fine, ammutolendo il Forum.

Ma l’atteso derby lombardo tra Olimpia e Cantù non ci sarebbe comunque stato a causa della sconfitta dei brianzoli, piegati da Reggio Emilia (77-84) nel pomeriggio. Il Forum si accende finalmente quando arriva la terza partita. Oltre 5mila gli spettatori per il match delle 18 e a festeggiare sono i circa 2mila emiliani, nonostante le pesanti assenze a cui deve far fronte coach Menetti. Fuori Cinciarini e Brunner, il tecnico reggiano punta forte su White-Bell-Kaukenas. E il trio non delude. I primi due devastano Cantù nei 20 minuti iniziali firmando 27 dei 44 punti messi a segno da Reggio all’intervallo lungo. Il margine accumulato (11 punti) viene azzerato da Cantù con 28 punti nel terzo quarto, frutto del 5/8 da 3. Reggio si affida alla linea verde per rimanere a galla: Pini (classe 1992) e al 16enne Federico Mussini, uno dei migliori cinque prospetti europei, permettono ai biancorossi di non sprofondare. Poi l’accento sull’exploit reggiano lo mette l’esperienza di Kaukenas. L’ex Siena si accende nel momento decisivo del match. Dalle sue mani nascono il 65-70 a 3’ dalla fine, il 71-77 quando mancano 120 secondi e l’assist per White che vale l’80-76 a meno di un giro di lancette dalla sirena finale. Sono i punti decisivi per ribaltare il pronostico della vigilia e tentare l’impresa contro Sassari (sabato 8, ore 20.30) per conquistare una finale di Coppa Italia che manca dal 2005.

Dall’altra parte del tabellone saranno Brindisi e Siena a contendersi il secondo posto nella partita che assegnerà il trofeo. I pugliesi tremano nei primi minuti, schiacciati dalla partenza sprint di Venezia, subito sull’11-0. Poi Brindisi cambia marcia spinta dal devastante impatto sulla partita di Michael Snaer (27 punti, 8/8 da 2) e Folarin Campbell, al momento il miglior sesto uomo dell’intero campionato. Si avvicina alla fine del primo quarto, supera appena riprende la partita e decolla prima dell’intervallo lungo (44-35). Al rientro i pugliesi toccano anche il +12 ma Venezia rientra fino al -5 con Smith, Vitali e Taylor. È un fuoco di paglia, spento dalle folate di talento di Campbell e Delroy James. Brindisi passa (83-70 il finale) e per proseguire la sua favola made in Sud si prepara ad accogliere oltre mille tifosi in arrivo dalla città adriatica.

Di fronte ci sarà Siena, per il quale il tempo passa ma non scalfisce il feeling con la vittoria. Contro Roma incanala la gara sui binari a lei favorevoli fin dai primi minuti, grazie alle ottime percentuali al tiro (50 per cento dal campo) e alla verve offensiva di Erick Green. L’americano apre in due la partita firmando 8 dei primi 13 punti del Montepaschi. Così Siena si ritrova sul +9 in un amen e doppia Roma nel punteggio (31-15) in 12 minuti. Solo Hosley (22 punti ma 5/14 al tiro) tiene su la Virtus che va al riposo sul -10 (47-37). Il deserto del Forum all’ora di pranzo non riscalda la seconda parte di gara fin quando Baron, tra i migliori tiratori da 3 del campionato, non infila 7 punti a cavallo tra terzo e quarto periodo che valgono fino al 58-54. Una fiammata davanti alla quale Siena non trema, anzi. Sulla reazione dei campioni d’Italia, Roma si scioglie: le triple di Haynes aprono e chiudono il nuovo parziale del Montepaschi che vola 76-60 a 2’ dalla fine e chiude sul 76-67. L’avventura di Roma finisce subito. Lo spettacolo al Forum, invece, riprende sabato alle 18.30. E senza Milano in corsa, ora c’è speranza per tutte le squadre ancora in corsa.

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