Potrà un computer ricreare il talento di Philip Seymour Hoffman? La morte dell’attore, trovato senza vita nella sua casa di Manhattan domenica, potrebbe così non avere “nessun impatto” su The Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte 2, il finale della saga. Hoffman aveva già fatto la quasi totalità dei ciak tranne uno: all’appello manca una scena particolarmente importante nell’economia narrativa del film.

I produttori della Lionsgate stanno cercando di capire come poter ovviare e l’ipotesi più accreditata è ricreare appunto Hoffman al computer. Resta comunque confermata l’uscita americana del dittico che chiuderà i giochi: a novembre di quest’anno arriverà Il canto della rivolta – Parte 1, esattamente un anno dopo la seconda e ultima parte.

Intanto i test hanno confermato che alcune delle bustine di plastica trovate nell’appartamento dell’artista  contenevano eroina, come supposto in un primo momento. Gli investigatori sono al lavoro per stabilire se la droga fosse mischiata o contaminata da altre sostanze. I funzionari di polizia hanno riferito che nell’appartamento sono stati rinvenuti almeno 40 piccoli pacchetti e su alcuni c’era stampato il simbolo dell’asso di cuori o dell’asso di picche.

L’attore premio Oscar è stato visto vivo per l’ultima volta alle 8 del mattino di sabato (ora locale). Sarebbe dovuto andare a prendere i figli, ma non si è mai presentato all’appuntamento. È stato lo sceneggiatore David Katz, insieme a un’altra persona, a scoprire il cadavere.