Il risultato d’esercizio dell’Inps per il 2013 sarà negativo per 14,4 miliardi. Continuano quindi a peggiorare, anno dopo anno, i conti dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, a pochi giorni dall’addio di “mister 25 poltrone”, Antonio Mastrapasqua, che ha lasciato sabato scorso la presidenza dopo l’approvazione di un ddl sul conflitto di interessi. Ma il dato più preoccupante è un altro: l’azzeramento del patrimonio dell’Istituto atteso nei prossimi mesi. Dal preventivo per l’esercizio appena iniziato emerge infatti che negli ultimi quattro anni il patrimonio netto è passato dai circa 40 miliardi di euro del 2009 a 7,47 miliardi del 2013. E per il 21 dicembre 2014 è atteso un rosso di 4,5 miliardi.

Le attese per il 2014 non sono quindi più rassicuranti. Per l’esercizio appena iniziato è previsto un ulteriore passivo di 11,99 miliardi in attesa di chiarire però se lo Stato si accollerà in via definitiva l’onere delle pensioni dei dipendenti pubblici dal 2012 in poi, cioè dall’anno in cui l’ente di previdenza pubblica, Inpdap, è stato fuso nell’Inps in scia alla riforma Fornero.

Da ricordare inoltre che l’Inps è anche azionista della Banca d’Italia e quindi beneficerà della rivalutazione delle quote di via nazionale prevista dal decreto Imu-Bankitalia, come le banche tra cui Intesa SanPaolo e Unicredit.

Pensioni, effetto Fornero: nuovi assegni crollano del 43%
Dal confronto tra il bilancio preventivo Inps per il 2014 (nel quale sono contenuti i dati 2013 assestati che risentono della riforma Fornero) e il bilancio sociale per il 2012 emergono poi dati preoccupanti sulle pensioni. Nel 2013 sono stati stati liquidati 649.621 nuovi assegni con un calo del 43% rispetto ai 1,14 milioni di nuovi assegni liquidati nel 2012. E il divario dovrebbe aumentare ancora nel 2014, con 596.556 nuove pensioni previste e 739.924 assegni che si prevede di eliminare. Tra il 2013 e il 2014 si prevede un crollo dei nuovi trattamenti di anzianità. Nel 2013 – secondo i dati assestati – sono stati nel complesso 170.604, mentre nel 2014 si stima che scendano a quota 80.457 (57.891 delle quali ai lavoratori dipendenti) con un calo del 52,8 per cento.

“Conti poco trasparenti, separare previdenza e assistenza”
“Sono anni che ci battiamo per fare chiarezza sui conti dell’Inps chiedendo innanzitutto la separazione della spesa previdenziale pura da quella assistenziale“, ricorda il segretario confederale Uil, Domenico Proietti, sottolineando che “il dato che emerge dal documento di previsione 2014 dell’Inps è frutto di questa commistione, sulla quale bisogna far chiarezza attraverso un’operazione di trasparenza finanziaria“. E aggiunge: “Sui conti dell’Inps pesa anche l’altissimo livello di disoccupazione degli ultimi anni che, in un sistema a ripartizione, incide negativamente attraverso la diminuzione della contribuzione versata”.

Consumatori, azione di responsabilità verso Mastrapasqua
Di fronte al buco di bilancio dell’Inps, Adusbef e Federconsumatori auspicano invece che venga avviata una “doverosa azione di responsabilità verso l’artefice unico di questa catastrofe, l’ex presidente e collezionista di poltrone il dimissionario Antonio Mastrapasqua”. E’ quanto si legge in una nota dei consumatori. “Come mai – si chiedono – sono stati disattesi i richiami della Corte dei Conti e le segnalazioni alle commissioni parlamentari su una situazione allarmante dei bilanci Inps, che gettano ombre su una gestione quanto meno discutibile?”.