“Ho preso 7100 preferenze in tre giorni, mi fa ancora male la mascella”. Mi sembra la chiosa perfetta di questi giorni di carnevalate alla Camera dei deputati. Il tweet di Giuditta Pini, deputata Pd di 28 anni, risponde al collega pentastellato De Rosa, che ha inteso spiegare a noi parlamentari democratiche con essenza di puro maschilismo e cialtroneria, perché siamo in Parlamento. Per costui, mi scuserà se interpreto il pensiero derosiano, siamo state elette in quanto cortigiane di qualche signorotto dagli indicibili interessi, ma, volendo essere più fedeli al Maestro cui si richiama, dovrei dire meglio che siamo delle gran puttane al servizio di qualche zombie/cadavere morto, stra-morto e, nonostante il decesso, tuttora circondato.

È cambiato il mondo e Grillo non se ne è accorto. Oggi è opinione diffusa particolarmente nel mondo maschile, che l’essere donna in politica sia un valore aggiunto, di maggiore garanzia per correttezza, disabitudine alla corruttela e al potere, capacità di guardare al post domani e non solo alla convenienza di oggi, dunque auspicabile avere donne nei ruoli più importanti.

Gli attacchi alla Presidente Boldrini sono iniziati il secondo dopo il suo insediamento. Inizialmente erano giustificati dalla necessità di tenere unito il gruppo dei cinque stelle, gruppo in cui – e non in pochi, – quel nome di donna forte, dal passato importante e lontano dai partiti, piaceva. Via via si sono intensificati divenendo più feroci. Non è un trattamento riservato solo a Laura Boldrini, di donne colpite da anatemi pesanti se ne contano in questi mesi, non sarà un caso che rappresentino la maggioranza di genere dei 5 Stelle usciti dal gruppo – poi nei mesi successivi sono entrati nella top parade alcuni giornalisti, il presidente del Senato Pietro Grasso, il presentatore Fabio Fazio, il disegnatore Vauro, fino al duo Daria BignardiCorrado Augias di questi giorni, in generale chiunque possa produrre nuova attenzione attorno a sé. La tecnica è sempre la stessa, delegittimare la persona attraverso l’insulto facile e la condanna assoluta da tribunale speciale, senza appello come si conviene ai regimi.

Certo, quando si tratta di donne, l’insulto è più facile, c’è più storiografia e si sa già che è facile giocare al ribasso. Anche quando non è pronunciato, è ammiccato al lettore: tutte le femmine sono in intima natura t…., così come molti commenti particolarmente illumina(n)ti non mancano di sottolineare ad ogni nuovo post. Non è solo becero maschilismo anche se una componente evidente c’è, non più dei paginoni di giornale che si levano a difesa della donna ogni qualvolta venga cancellata dall’universo pensante, scritti da uomini, carichi di retorica buonista e luoghi comuni. È semplicemente il frutto di una strategia politica scelta coscientemente a Genova ed eseguita da automi anche in quel di Roma. Quando si gioca al “tanto peggio, tanto meglio” si aizzano istinti primordiali, specie in chi è protetto (o si crede tale) dall’anonimato del web. In questo brodo culturale l’equazione femmina = puttana è corollario della concezione patriarcale che ancora si insinua subdola nella società italica.

Quindi, caro Beppe, voglio rovesciare per un momento il gioco. Spero veramente di prendere un taxi assieme nei prossimi giorni per dirti che sono delusa. Da ex-sindaco a 5 stelle, decorata sul campo, sono delusa dal piacere che provi ad aizzare volgari commentatori su internet, dall’utilizzo che fai di donne e uomini  – alcuni assai validi –  a Roma. Sono delusa quando vedo un deputato giovane prendere residenza in sala stampa per impedire ad altre persone di parlare, sono delusa (e preoccupata) dall’utilizzo di slogan fascisti, sono delusa dal vedere che il M5S, tra lo sporcarsi le mani per l’Italia e il rimanere puliti per rimirarsi allo specchio, ha scelto lo specchio. Potrai prendertela con me, insultarmi, ma lo farai sapendo di attaccare chi si era posta in atteggiamento collaborativo, aperto e di grande entusiasmo per le potenzialità vere contenute nelle nostre idee originali, capaci di un forte cambiamento nel Paese. Di cui peraltro tu e solo tu hai avuto la goldenshare cioè il coltello dalla parte del manico…

Forse, caro Beppe, non ancora tutto è perduto, ma devi scendere dalla tua torre d’avorio e accettare che esistano posizioni diverse dalla tua, ma altrettanto legittime e giustificabili. E accettare d’essere opposizione per tua, incredibile scelta.

E ora, a lor signori il piacere del commento. Gratuito ancorché non clemente, ricordando che chi scrive queste righe è senatrice democratica che non ritiene di lasciar correre perché come ricordavano i Padri e le Madri costituenti la democrazia si difende ogni giorno. Ricordo anche un recente passato di molte preferenze e un certo talento. Oggi lascio a De Rosa indicare quale.