Due eventi apparentemente slegati.

L’ex calciatore tedesco Hitzlsperger, ha dichiarato a “Die Zeit”: “Sono gay, basta tabù nel calcio”.

Alla domanda sul perché avesse deciso di fare coming out, ha risposto: “Perché voglio che si faccia un passo avanti sull’argomento omosessualità tra gli atleti professionisti”.

A corredo di questa notizia, venivano intervistati alcuni calciatori (anche italiani) che avevano giocato nella stessa squadra di Hitzlsperger. Era tutto un “non l’avrei mai detto”, “non me ne ero mai accorto”, per arrivare al meraviglioso “comunque io non ho mai avuto problemi con lui”.

Dichiarazione – forse sbaglio – che voleva essere affettuosa. Ma che nessuno si sarebbe sognato di fare se gli avessero detto: “Sai che la tua collega d’ufficio non è bionda naturale?”.

Cosa ci si aspettava dall’ex giocatore tedesco? Che obbligasse i compagni ad allenarsi con un boa di struzzo? Che attentasse alla loro virilità sotto la doccia? Che obbligasse la squadra, durante le trasferte in pullman, all’ascolto del best dei Village People?

A volte mi domando perché si chieda (soprattutto a chi ha un po’ di visibilità) l’enorme violenza di rendere pubblici i propri gusti sessuali (chi di noi accetterebbe di fare un’intervista raccontando con chi va a letto e cosa fa?).

Risposte come questa, sono la spiegazione.

C’è talmente tanto da fare – non solo in Italia, evidentemente – che nel 2014 (duemilaquattordici) c’è chi si deve spogliare in pubblico per rendere più civile questo pianeta.

E a quanto serva, lo dimostra una dichiarazione del vice premier Alfano :”Se il Pd propone il matrimonio gay, ce ne andiamo un attimo prima a gambe levate e denunciandolo all’opinione pubblica”.

Il tutto giustificato col concetto trito e ritrito di “famiglia naturale“.

A questo proposito, forse è il caso di ricordare che in “natura” l’omosessualità è talmente diffusa da essere – per alcune specie – la “normalità”.

Quindi: trovatevi un’altra scusa per la vostra intolleranza. Di questo si tratta. Non ha basi scientifiche, etiche, storiche. Niente di niente.

Sia chiaro: ciascuno di noi ha dei pregiudizi.

Per quel che mi riguarda, trovando davvero noiosi i discorsi sulle perfomance sessuali, è molto più facile che giudichi una persona per la musica che ascolta, i libri che legge, i film che vede.

Ma almeno non giustifico questo mio enorme limite (tra i tanti) dichiarando con stentorea certezza: “Anche i suricati trovano Mulholland Drivedi David Lynch una boiata”