A oggi lo scetticismo con cui La grande bellezza di Sorrentino era stato accolto al Festival di Cannes 2013 sembra cosa lontana. Il regista partenopeo era arrivato sulla Croisette da veterano e nonostante i suoi 42 anni era già alla quinta partecipazione alla kermesse francese, di nuovo con il suo attore feticcio, nonché grande amico, Toni Servillo. A nove anni da Le conseguenze dell’amore e a cinque da Il Divo, con il quale aveva vinto il premio della giuria nel 2008, questa volta era tornato a casa a mani vuote. Poco poteva ardire contro il super favorito La vie d’Adele del franco-tunisino Kechiche, che con il suo film è riuscito a far ottenere la Palma d’Oro, in via del tutto eccezionale, anche alle due attrici protagoniste Lea Seydoux e Adele Exarchopoulos.

Ma Jep Gambardella, l’irriverente protagonista del film di Sorrentino, è tenace e da maggio è riuscito a convincere anche quella stampa più critica che inizialmente lo aveva stroncato, facendo incetta di premi. Un grand tour iniziato con la prestigiosa candidatura come Best International Film agli americani Spirit Awards. Dopo l’ottimo risultato dell’uscita in Inghilterra, la sfida era proprio negli Stati Uniti dove è arrivato in sala dal 15 novembre scorso, distribuito da Janus Film. Una partita vinta in partenza, forte anche di recensioni americane entusiastiche, dal New York Magazine che l’aveva eletto a “film più indimenticabile dell’anno”, al Time Magazine, che non ha avuto dubbi definendolo “il più grandioso e trascinante film straniero del 2013”.

E così, in Usa, ha raggiunto il milione di dollari di incasso e lo scorso 10 gennaio è stato presentato al Festival di Palm Springs. Ma se le soddisfazioni al botteghino hanno superato le aspettative, quelle riguardo a popolarità, riconoscimenti e premi sono andate ben oltre. Dopo aver trionfato agli European Film Awards, vincendo ben 4 premi a fronte di 5 candidature, tra cui miglior film, miglior regista e miglior attore, ha ricevuto qualche giorno fa una nuova, prestigiosa, nomination, quella ai BAFTA, i British Academy Film Awards, come miglior film non in lingua inglese. C’è da ricordare che in Inghilterra la pellicola ha già tre candidature ai London Critics Circle Film Awards e ai BIFA, i British Independent Film Award, mentre in Spagna è in lizza per il Goya come miglior film europeo.

Dopo un percorso del genere, sarebbe stato difficile non ritrovare la creatura di Sorrentino nella cinquina dei candidati per il miglior film straniero ai Golden Globes 2014. Ma anche qui la concorrenza era armata fino ai denti. Di nuovo Kechiche, gran favorito con Adele, Asghar Farhadi, un habitué dei Globes, con Il Passato, il film rivelazione di Thomas Vinterberg Il sospetto e un mostro sacro come Hayao Miyazaki con il suo ultimo e attesissimo lavoro di animazione Si alza il vento. Tutti possibili vincitori, ma questa volta la rivincita Sorrentino è riuscito a prendersela e dalla voce di Zoe Saldana, che insieme a Orlando Bloom ha annunciato il premio, apprendiamo che il globo d’oro è finalmente suo. E così, a 24 anni dal trionfo di Tornatore con Nuovo Cinema Paradiso, l’Italia rientra nelle grazie dell’Hollywood Foreign Press Association, quell’Italia definita dallo stesso regista partenopeo “a crazy country but beautiful”, in un inglese tanto maccheronico quanto preda dell’emozione nel momento della vittoria. Un premio inaspettato, che corona un percorso in continua ascesa e che cambia nuovamente le carte in tavola, in previsione degli Oscar dove ritroviamo La grande bellezza nella shortlist dei 9 titoli in gara come miglior film straniero. Dovremo aspettare il 16 gennaio per scoprire i 5 film che si contenderanno la statuetta, per ora non dobbiamo far altro che festeggiare.