Un trentenne ribelle, meraviglioso e ormai famoso. Probabilmente il nome Utah/US Film Festival dice poco ai più, ma ormai il Sundance Film Festival è uno tra i più importanti appuntamenti di cinema indipendente al mondo e compie 30 anni. Nata nel 1978, la manifestazione ebbe la lungimiranza di scegliere Robert Redford in qualità di testimonial e l’attore non si limitò alla funzione di rappresentanza, al contrario, tre anni dopo fondò il Sundance Institute, un’organizzazione no-profit a sostegno del lavoro dei cineasti emergenti.

Nel 1985 l’istituto prese le redini dell’evento che nel ’91 venne ufficialmente rinominato Sundance Film Festival, ispirandosi al personaggio di Sundance Kid, il bandito gentiluomo interpretato da Redford in “Butch Cassidy” di George Roy Hill. Nel corso degli anni ottanta è diventato una delle principali vetrine per il cinema internazionale e ha dato modo a registi come Jim Jarmusch, Steven Soderbergh, Robert Rodriguez e Quentin Tarantino di farsi conoscere al grande pubblico.

Non è un caso che quest’anno, in cui il Festival celebra la sua 30esima edizione, le richieste di iscrizione siano salite a 12000. Park City è diventata a pieno titolo la mecca per i registi emergenti, basti pensare alla fortuna che hanno avuto film come “Little Miss Sunshine” o “Le iene” e documentari del calibro di “Una scomoda verità” con Al Gore o “The Cove” che dal Sundance è andato diretto verso l’Oscar nel 2010. Negli anni il settore del cinema indipendente è cresciuto a dismisura e sia i registi che i produttori hanno capito l’importanza che questo Festival ha nel veicolare un’opera verso il pubblico, rendendo arduo il lavoro di selezione data la quantità delle proposte. Un programma da capogiro che dal 16 al 26 gennaio 2014 vedrà alternarsi 117 lungometraggi in anteprima e ben 11 documentari.

Sarebbe impossibile ricapitolare il lunghissimo menù cinematografico previsto dalla kermesse, ma si possono menzionare almeno i film più attesi del programma. Le due black comedy, “Calvary” di John Michael McDonagh con Brendan Gleeson e Chris O’Dowd e “Hits” di David Cross con Julia Stiles e Michael Cera incentrata sulle illusioni e le aspettative di una cittadina nello stato di New York, come anche “Laggies” di Lynn Shelton con Keira Knightley, Sam Rockwell, Chloe Grace Moretz e Mark Webber che racconta la storia di una donna 28enne alle prese con un percorso personale particolarmente travagliato. Toccherà anche a “Frank” di Lenny Abrahamson con Maggie Gyllenhaal e Michael Fassbender, il grande atteso sul red carpet, che presenterà questa simpatica commedia su di un aspirante musicista e il suo gruppo rock d’avanguardia. 

Occhi puntati anche su “Love is strange” di Ira Sachs con John Lithgow e Marisa Tomei e su “Little Accidents” dell’italiana Sara Colangelo con Elizabeth Banks che parla dei rapporti instauratisi tra i tre personaggi sullo sfondo di un incidente in miniera. Attesissimo “A Most Wanted Man” il thriller basato sul bestseller di John Le Carré diretto da Anton Corbijn con un cast da Oscar tra cui Philip Seymour Hoffman, Rachel McAdams, Willem Dafoe e Robin Wright. Veterani del Sundance sono Mike Cahill, regista di “Another Earth” che presenterà il suo nuovo lavoro “I Origins” intepretato da Michael Pitt e Brit Marling, come anche Marjane Satrapi che porterà in anteprima “The Voices Inside”, il suo quarto film, con Ryan Reynolds, Gemma Arterton, Anna Kendrick e Michael Winterbottom che presenterà “The Trip to Italy”.

Grande è l’attesa anche per “Rudderless” di William H. Macy con Billy Crudup, Anton Yelchin, Selena Gomez e Laurence Fishburne e “They Came Together” di David Wain con Amy Poehler, Ed Helms e Paul Rudd, parodia della tipica commedia romantica ambientata a New York. In ultimo ma non di certo per importanza anche il nuovo lavoro di Gregg Araki, “White Bird in a Blizzard” con Shailene Woodley ed Eva Green basato sul romanzo di Laura Kasischke e “Young Ones” di Jake Paltrow con Michael Shannon e i due giovanissimi Nicholas Hoult ed Elle Fanning.