I sacrifici imposti dalla spending review di Carlo Cottarelli rischiano di non portare a conseguenze concrete sulla busta paga degli italiani. Un subemendamento ha modificato all’ultimo istante la legge di Stabilità, istituendo un fondo per il taglio del cuneo fiscale, che è però limitato da diversi paletti. “Una certa dose di scetticismo è ragionevole e comprensibile”, afferma a ilfattoquotidiano.it Filippo Taddei, responsabile economia del Pd, sottolineando la gravità della situazione in cui si trova il Paese, con “una contrazione della crescita incredibile, indice di una situazione molto grave”.

Al fondo per il taglio del cuneo è destinato l’ammontare dei risparmi derivanti dalla razionalizzazione della spesa pubblica. L’emendamento, però, precisa che sarà investito nella riduzione delle tasse soltanto ciò che rimarrà dei proventi della spending review, al netto della quota già considerata nella legge di Stabilità (ovvero 600 milioni nel 2015 e 1,3 miliardi nel 2016 e 2017), e soprattutto al netto delle “risorse da destinare a programmi finalizzati al conseguimento di esigenze prioritarie di equità sociale e di impegni inderogabili“.

Non è chiaro, per ora, quali siano le “esigenze prioritarie” e gli “impegni inderogabili” citati nell’emendamento, ma secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, il commissario Cottarelli non ha gradito affatto queste condizioni, poiché gli sforzi della spending review rischierebbero così di finire per finanziare altra spesa corrente, per esempio per la cassa integrazione in deroga oppure per finanziare i militari in missione.

Nel fondo per il taglio del cuneo confluiranno anche i risparmi derivanti da “misure straordinarie”, come l’accordo con la Svizzera per il rientro dei capitali, e dalla lotta all’evasione fiscale. Ma anche questa non è una garanzia per le buste paga degli italiani. Il Documento di economia e finanza fissa infatti l’obiettivo di recupero, al di sopra del quale ciò che avanza sarà destinato al fondo per il taglio del cuneo. Gli incassi di Equitalia, però, sono sempre più leggeri. La società incaricata della riscossione dei tributi ha infatti raccolto soltanto 7 miliardi nel 2013, in calo del 7% dai 7,5 miliardi dell’anno scorso e dagli 8,9 miliardi di tre anni fa.

Il cosiddetto ammorbidimento di Equitalia preoccupa la Corte dei Conti, che sottolinea i numerosi interventi legislativi che hanno modificato l’ambito operativo del sistema della riscossione con lo scopo di rendere le procedure di riscossione meno rigide e più vicine alle esigenze dei contribuenti. “Tali interventi normativi che sono proseguiti anche nel 2013 – si legge in una nota- stanno limitando in modo significativo l’azione di Equitalia e rischiano di indebolire l’attività di recupero dell’evasione”.

L’allarme della Corte dei Conti e lo scetticismo di Cottarelli non smorzano però l’ottimismo del governo. “La legge di Stabilità comincia a far scendere le tasse”, afferma il premier Enrico Letta, annunciando che “gli ulteriori interventi arriveranno dall’anno prossimo”.