Nei giorni scorsi, si è tenuto a Modena un incontro per la presentazione del progetto di pista ciclabile sulla via Giardini, uno degli assi principali di penetrazione nel centro storico; una strada frequentatissima per la quale, da decenni, si promette un percorso ciclabile. Ebbene, alla riunione, la proposta presentata dai tecnici è stata bocciata dalle associazioni che fanno parte del coordinamento per la mobilità sostenibile.

Ma come, queste associazioni bocciano una ciclabile che finalmente sta per essere realizzata dopo tanta attesa? Quali sono le ragioni di una simile presa di posizione? Ed ora cosa farà l’ amministrazione comunale? Resterà sulle proprie posizioni o terrà conto delle proposte presentate? Vediamo di capirci meglio, separando i problemi di merito da quelle di metodo.

Incominciamo da quest’ultimo aspetto. Capita ormai sempre più spesso che le amministrazioni presentino i propri progetti alla cittadinanza, ma spesso non si capisce l’ obiettivo dell’ incontro: si tratta di una semplice presentazione o esiste la possibilità di dibattito? Spesso si ha l’impressione che la forma sia quella della discussione, ma la sostanza sia quella di una semplice illustrazione di decisioni già prese; brutto pasticcio questo, che genera equivoci e malcontenti; meglio essere chiari: prendere o lasciare, piuttosto che far intravvedere la possibilità di partecipare.

Infatti, l’altra sera nessuna chiarezza è stato fatta su questo punto, salvo l’ostinata chiusura dei tecnici ad ogni proposta di cambiamento. D’altra parte, a Modena, le esperienze di “progetti partecipativi” partiti in pompa magna e finiti nel nulla, non si contano più. Nel merito poi, le proposte di modifica puntuali e dettagliate erano orientate in due direzioni: la prima era quella di individuare una soluzione che fosse meno onerosa; la seconda era quella di fare dei percorsi effettivamente utilizzabili dai ciclisti e non solo coerenti sulla carta. Insomma, semplicemente e banalmente, spendere meno per fare meglio.

La proposta dell’ amministrazione pare invece seguire il percorso più complicato per i ciclisti, comportando, sembra, anche maggiori costi, confermando quindi quanto sostengono le male lingue e cioè che le ciclabili a Modena servano più per far girare i soldi che non i ciclisti. Cosa farà ora l’ amministrazione comunale? Vedremo nelle prossime settimane; l’ assessore ha promesso un nuovo incontro per la metà di gennaio…

Intanto però un dato resta inequivocabile: Modena ha un numero di km di ciclabili da primato in Italia, mentre il numero di utilizzatori resta basso, nonostante il clima favorevole, il percorso pianeggiante e la naturale predisposizione dei cittadini all’ uso delle due ruote; come mai? Non sarà forse perché le attuali ciclabili sono male e poco collegate tra di loro e poco sicure, nonostante gli ingenti investimenti?