Gasparri come le è saltato in mente di fare una polizza vita con i soldi del gruppo del suo partito?
Quella che lei chiama polizza, per me è un investimento come un altro che mi era stato proposto dalla banca.

E allora perché in caso di morte come beneficiari erano indicati i suoi eredi?
Io non ho avuto nessuna conversazione con la banca sulla mia morte. Come la maggior parte degli italiani peraltro. E sto facendo le corna.

Perché non ha indicato come beneficiario il partito?
Perché non mi è stato chiesto da nessuno. Le faccio un ragionamento al contrario: mettiamo che non avessi fatto questo investimento che mi era stato consigliato dalla banca. Le chiedo: cosa sarebbe stato dei soldi sul conto in caso di mia morte? E rifaccio le corna.

Il conto era del gruppo e sarebbero andati al gruppo. La polizza no.
Lo dice lei. Anche il conto era intestato a me in qualità di presidente e si sarebbe posto lo stesso problema.

Bè, ci sarebbe stata una causa con i suoi eredi e il partito avrebbe vinto perché il conto è intestato a nome suo ma per il Pdl, con la polizza invece i suoi eredi forse l’avrebbero spuntata.
Ma che ne so io. Io non mi sono posto il problema.

Gasparri, chi è il geniale funzionario che le ha proposto questo investimento con i soldi del gruppo e beneficiari i suoi eredi?
Il direttore dell’agenzia della Bnl del Senato.

Ma non era meglio un Bot? Non ci sarebbe stata nessuna indagine.
Probabilmente no, è la banca che è venuta da me. Non mi hanno mai fatto presente cosa sarebbe accaduto in caso di morte. Non era come per la polizza vita che ti fanno firmare a inizio legislatura.

Lei ha un’altra polizza vita?
Come tutti i parlamentari, ce la paghiamo con i contributi. Appena eletto ti fanno firmare un foglio sul quale indichi il beneficiario, che è segreto. Il funzionario ti spiega bene tutto però. Stavolta nessuno me lo ha chiesto, me lo ricorderei.

La Procura stigmatizza l’uso del contante del gruppo per 2,8 milioni in due anni e due mesi. Non c’è un rendiconto e non è bello.
La legge era fatta così. Io e Quagliariello abbiamo fatto il nostro dovere per cambiarla. La procura dice però anche che non c’è reato.

Ma dice che c’è sulla polizza. Ma è vero che è stata la segretaria amministrativa del Pdl, Daniela Lucentini, a chiedere la chiusura della polizza?
Lo ha deciso il gruppo quando abbiamo chiuso i conti a fine legislatura. La Lucentini è una mia dipendente non è una mia controparte, tanto che lei continua a collaborare con il gruppo di Forza Italia.

Gasparri, quando ha deciso di mettere i soldi nella polizza e poi di svincolarli ha fatto tutto da solo?
Il direttore della banca è venuto da me e io ho dato incarico ai miei collaboratori. E sono stato sempre io a decidere di disinvestire a fine legislatura.

Insomma non l’hanno presa con le mani nella marmellata?
Non c’è nessuna marmellata e nessuna mano.

da Il Fatto Quotidiano del 18 dicembre 2013