Lo scorso maggio, dopo 59 anni di attività, era morto un giornale italiano. Era morto Il Corriere Canadese, ovvero il più antico e  prestigioso quotidiano in lingua italiana all’estero, fondato il 2 giugno 1954 da Dan Iannuzzi, figura storica dell’emigrazione italiana in Canada, ed edito dalla Italmedia di Roma con la collaborazione della Multimedia Nova Corporation di Toronto, un marchio specializzato nel mercato delle news etniche in Canada.

Oggi, a distanza di pochi mesi, possiamo brindare alla rinascita, sotto nuove stelle, del nuovo Corriere Canadese. Dal 18 novembre scorso, infatti, il quotidiano italiano del Canada è tornato nelle edicole rinnovato. Nuova la direzione, affidata a Francesco Veronesi, nuova la grafica, nuova la proprietà, ora guidata da un gruppo di imprenditori canadesi guidati dall’ex ministro federale all’immigrazione Joe Volpe, e nuova anche la sede, che pur rimanendo nella periferia fra Toronto e York, si è ora spostata di qualche centinaio di metri, al 2700 di Dufferin Street.

Il Fatto Quotidiano ha intervistato in esclusiva il neo direttore, Francesco Veronesi:

Come pensate di riavvicinare la comunità italo-canadese del 2013? 

“La chiusura dello scorso maggio è stata traumatica. La precedente compagnia editrice era sommersa dai debiti a causa di una gestione estremamente discutibile e deficitaria. Chi ha guidato l’azienda, nonostante i milioni di euro arrivati dal governo italiano attraverso i fondi per l’editoria, non è stato in grado di sviluppare una strategia aziendale a lungo raggio. Questa estate un gruppo di imprenditori italocanadesi guidati dall’ex ministro federale Joe Volpe ha deciso di scommettere sul giornale, acquistando la testata dal curatore fallimentare. Siamo tornati in edicola lo scorso 18 novembre, con un giornale completamente rinnovato nella grafica e nei contenuti. Il nostro obiettivo è guardare verso il futuro andando però a recuperare l’animo battagliero del Corriere degli anni Sessanta e Settanta, quando il giornale portò avanti delle dure battaglie di carattere sociale ed economico che portarono a un miglioramento dell’integrazione degli italiani in Canada. La risposta della comunità è stata fantastica: basta pensare che la prima settimana abbiamo avuto una tiratura certificata di oltre 20mila copie.”

Il Nuovo Corriere distribuirà in Canada Repubblica o un altro quotidiano italiano, come in passato?

“Per ora un accordo con Repubblica o con un altro quotidiano è prematuro. Siamo appena tornati in edicola, dobbiamo riacquistare quella credibilità e quella autorevolezza che abbiamo perso con la chiusura di maggio. Certo, se in futuro ci sarà l’occasione di riallacciare un rapporto di quel tipo, non ci tireremo indietro.

La nuova proprietà ha acquistato anche Tandem; ci sono novità all’orizzonte, o pensate di riprodurre lo stesso format del vecchio Tandem?

“Per quanto riguarda Tandem, abbiamo in cantiere una maggiore integrazione del brand con quello del Corriere. Nel 2014 il Corriere Canadese uscirà con una sezione di 4 pagine in inglese che progressivamente aumenteranno nei prossimi anni.”

Il vostro nuovo proprietario è l’ex onorevole Liberale Joe Volpe, in Parlamento dal 1988 al 2011, già ministro federale delle Risorse umane e dell’Immigrazione. Qualcuno vi etichetterà come un organo di partito, o comunque troppo vicini al Partito Liberale; non temete di essere abbandonati da quella larghissima fetta di lettori italo-canadesi che sono duramente conservatori?

“Il nuovo editore ha un passato politico ben preciso, su questo non ci sono dubbi. Eppure, abbiamo avuto la massima garanzia circa la nostra autonomia nella linea editoriale del giornale. Non saremo un organo di partito, non saremo nemmeno un giornale d’area politica. Il nostro interesse sarà invece incentrato sulla classe politica italocanadese, a prescindere dai colori di partito. Seguiremo con attenzione e con atteggiamento critico i tre livelli di governo, così come analizzeremo puntualmente l’attività delle opposizioni, il cui ruolo è tanto importante quanto quello del governo. Ai nostri lettori abbiamo fatto una promessa: torneremo ad essere scomodi. E lo faremo, senza guardare in faccia a nessuno, liberali e conservatori compresi.”

Il vecchio Corriere era una delle non tante realtà del giornalismo italiano che accordava contratti di praticantato giornalistico a giovani aspiranti reporter. Lo farete anche voi? Quali i requisiti per proporsi a voi?

“Negli ultimi anni decine di giovani giornalisti hanno avuto modo di svolgere il periodo di praticantato nella redazione del Corriere. La nuova direzione del Corriere ha intenzione di riavviare questo tipo di rapporto con i giovani giornalisti italiani. Non appena avremo superato questa fase di assestamento, riapriremo le nostre porte per stage di formazione professionale e praticantato.”