Il 4 dicembre di 20 anni fa moriva Frank Zappa: aveva 53 anni. Nipote di un emigrante siciliano, musicista fantasioso e straordinario, è stato uno dei più grandi fustigatori del sistema dei consumi americano: un libertario senza padroni né (E)tichette. Sebbene fosse malato da tempo, fino all’ultimo non venne meno al compito che si era assegnato: produrre musica. Produrre, in senso imprenditoriale, perché da buon americano era consapevole che l’arte necessita di soldi, soprattutto se si vogliono i migliori musicisti sulla piazza. E che, per restare liberi, bisogna essere rigorosi con se stessi. Citando Flaubert, diceva: sii regolare e metodico nella vita quotidiana, così potrai essere originale e violento nella tua opera.

Ecco perché la sua musica e i suoi testi sono ancora oggetto di studio. Invettive che pagò caro: pochi passaggi in radio, censura dei dischi, contenziosi con le case discografiche, processi. Conobbe anche il carcere. Non a caso in questi giorni si celebrerà il suo genio: al Museo della musica di Bologna si terrà “Storie di Cucamonga: un omaggio a Captain Beefheart e FZ” (29-30/11). A Milano, alla fabbrica del Vapore (il 3/12), ci sarà un “Frank Zappa memorial berbecue“, con memorabilie, libri, filmati inediti. Al circolo ‘Bunker’ di San Matteo Decima (Bo) suoneranno gli ‘Ossi duri‘ insieme a Ike Willis (il 4/12). Mentre a Mestre (Hotel Bologna il 6-7/12) ci sarà una kermesse organizzata dal Debra Kadabra, storica fanzine zappiana.

Per capire ciò che FZ esprimeva attraverso la musica bisogna invece fare uno sforzo. Noi, usando il suo metodo compositivo (la xenocronica) abbiamo creato un collage di frasi, versi e pensieri, dividendoli per quei concetti che in quasi 30 anni ne hanno contraddistinto la sua opera.

Sui politici: Le persone che guidano i governi e scrivono le leggi ci impediscono di vivere la vita che sappiamo di dover condurre. Queste persone sfortunate confezionano leggi e ordinanze inique, forse ignare del fatto che le restrizioni che pongono ai giovani sono il risultato delle loro frustrazioni sessuali. I vecchi sporcaccioni non hanno il diritto di guidare il tuo Paese. E sulla politica: è il ramo dell’industria dedicato all’intrattenimento.

Sul sistema educativo: Il nostro sistema scolastico cresce ragazzi ignoranti e lo fa con stile: ignorantoni funzionali. Non forniscono loro gli elementi per studiare la logica e non danno alcun criterio per giudicare la differenza tra il bene e il male in qualsiasi prodotto o situazione. Vengono preparati per funzionare come macchine acquirenti senza testa, a favore dei prodotti e dei concetti di un complesso multinazionale che per sopravvivere ha bisogno di un mondo di fessi. Se volete diventare pigri e stupidi andate al college o all’università. Ma se volete farvi un’educazione andate in biblioteca.

Sulla libertà: L’illusione della libertà continuerà fino a che è vantaggioso che continui. Nel momento in cui la libertà diventerà troppo costosa, tireranno giù la scenografia e il sipario, toglieranno i tavolini e le sedie, e allora potrai finalmente vedere il muro di mattoni in fondo al teatro. Ancora sulla libertà: non voglio inchinarmi. Non ho mai voluto inchinarmi. Non desidero inchinarmi. Quando hai quarant’anni e ti pieghi, è dura rimettersi in piedi. E tutti dovrebbero rendersene conto. Non piegatevi!!! La libertà è quando non devi pagare per nulla o non devi fare nulla. Vogliamo essere liberi!

Sulla religione: Tutte le religioni sono una perdita di tempo. È uno dei maggiori ostacoli che dobbiamo affrontare nel mondo d’oggi, e non ha nulla a che fare con Dio; ha a che fare con il modo in cui l’industria religiosa opera. È progettata per tenere la gente sottomessa e renderla stupida, e per prendere i suoi soldi e investirli nel settore immobiliare. Questo è il business della religione. Tassate le chiese! Tassate i beni posseduti dalle chiese!

Sui sindacati: I sindacati perpetuano il mito che l’America sia un Paese sindacalizzato e che esistano per lottare a favore dei lavoratori. Forse agli inizi li aiutavano davvero, ma adesso si sono trasformati in organizzazioni che estorcono soldi alla classe operaia per finanziare piani bancari che spesso alimentano il crimine organizzato. Alcuni temono che, senza i sindacati, la situazione del lavoro tornerebbe agli inizi, con il lavoro infantile e lo sfruttamento delle maestranze: sono pienamente d’accordo. I grandi datori di lavoro tendono a essere senza scrupoli se non vengono tenuti d’occhio. Ma allora qual è la morale di questa storia? Vorrei vedere più onestà da entrambe le parti del tavolo. Sembra che oggi l’onestà degli affari americani sia al minimo storico…

Sulle droghe: Ok, sei un ragazzino e te la vuoi spassare, esci e ti fai un po’. No, no, questo non mi dà granché fastidio. Ciò che mi preoccupa è: sei un chirurgo e fai uso di cocaina, e magari un giorno operi qualcuno e questo muore. Oppure sei un giudice della Corte Suprema, e si sta approvando una legge che va a incidere sulla vita degli Stati Uniti per i prossimi 200 anni, e lo stai facendo sotto l’influsso di stupefacenti. Oppure sei il Presidente degli Stati Uniti, perché le droghe sono dappertutto. Tuttavia penso che le droghe debbano essere controllate. L’unica maniera di finirla con il lucro dei baroni della droga è abbassare il prezzo, facendo in modo che la circolazione passi sotto gli occhi dello Stato. Chi è punito è sempre il consumatore, e le nostre carceri sono le più piene tra i Paesi industrializzati. Adesso, il problema è che questi baroni corrompono il governo e questo rinuncia a cambiare le leggi.

Sulla carcerazione: Non avevo mai pensato di diventare un criminale e per me fu uno shock ritrovarmi in galera; non si può capire cosa sia una prigione e cosa vi accada finché qualcuno non ti ci ficca. Penso di dover ringraziare l’infernale marchingegno del sistema giudiziario di San Bernardino per avermi dato l’opportunità di vedere — dal punto di vista di uno che lo subisce — come sia in effetti il sistema penale negli Stati Uniti, quanto sia inefficace e stupido.

Sulla bellezza: La bellezza è una ceretta da bikini e l’attesa che lo smalto delle unghie si asciughi / La bellezza è una matita colorata, scarabocchiata tutt’intorno agli occhi / La bellezza è un paio di scarpe che ti fanno desiderare di morire / La bellezza è una menzogna.

Sulla pubblicità: La pubblicità è uno dei mali principali della società contemporanea. L’intera idea di far comprare alla gente cose di cui non ha bisogno è moralmente sbagliata. E l’unico modo in cui puoi farglielo capire è farglielo fare, esagerare davvero: comprare, vendere, ammassare. Fino a quando finalmente diranno: che cazzo è tutta questa roba? E sulla televisione: Tu mi obbedirai mentre ti guido / e mangerai la spazzatura che ti darò da mangiare / fino al giorno in cui non avremo più bisogno di te / non cercare aiuto… nessuno baderà a te / la tua mente è completamente controllata e riempita della mia muffa / e tu farai quello che ti è stato detto di fare / finché non avremo venduto i tuoi diritti.

Realizzato in collaborazione con Michele Pizzi (autore di ‘Frank Zappa for president‘, testi commentati – Arcana edizioni, 19,50 euro)