Sì, date l’Ambrogino d’oro al mio fidanzato: le parole non sono queste, ma il senso sì. Letizia Cicinelli è la compagna di Giuseppe Vegas, presidente della Consob. È anche una fedele collaboratrice di Renato Schifani, nonché coordinatrice dell’ufficio di presidenza del Pdl al Senato. È lei a firmare la richiesta inoltrata al sindaco di Milano Giuliano Pisapia, affinché conceda a Vegas l’Ambrogino d’oro, ossia il tradizionale premio consegnato ogni anno, nel giorno di Sant’Ambrogio, ai milanesi illustri. La richiesta è firmata “Letizia Cicinelli, Coordinatrice ufficio di presidenza del Popolo della libertà, Senato della Repubblica”. Richiesta inusuale, perché le candidature sono di norma avanzate dai consiglieri comunali di Milano. Per Vegas, c’è stata l’unanimità: l’Ambrogino l’hanno chiesto tutti i componenti del gruppo Pdl a Palazzo Marino, berlusconiani e diversamente berlusconiani, falchi e colombe. In più, ad abundantiam, la ciliegina rossa sulla panna: la fidanzata Letizia. Che ha dato un respiro nazionale al rito meneghino degli Ambrogini.

Chi è ’sto Vegas?’ si sono chiesti i consiglieri comunali non del Pdl quando hanno visto il suo nome tra i candidati. A Milano non lo conoscono in molti. Si è allontanato da tempo dalla città in cui è nato nel 1951. La sua carriera l’ha costruita tutta a Roma, all’ombra di Giulio Tremonti: è stato suo collaboratore e poi suo viceministro dell’Economia. Dopo essere stato senatore del Pdl e aver avuto responsabilità politiche e di governo, è stato messo a presiedere una delicata autorità che dovrebbe essere invece indipendente e lontana dalla politica: la Consob, la commissione che vigila sui mercati finanziari e sulle società quotate in Borsa. In Italia si fa così.

Da presidente della Consob, proprio nei mesi scorsi si è distinto per una gestione tutt’altro che sopra le parti del caso Fonsai-Unipol. Invece che arbitro imparziale e rigoroso custode delle regole del mercato, Vegas ha guidato la sua Authority fiancheggiando il progetto di fusione di Fonsai dentro Unipol, come vogliono le banche e la politica. Tanto da essere bacchettato dal pm milanese che indaga sulla fusione, Luigi Orsi. E tanto da provocare le proteste perfino di uno dei commissari della Consob, Michele Pezzinga, insorto contro il comportamento di un presidente che si muove come una sorta di “consulente privato” di uno degli operatori sul mercato, la Unipol.

Proprio in mezzo a questi guai, è partita la controffensiva di Vegas, che per avere buona stampa e interrompere i fischi riservati a un arbitro schierato, è riuscito a ottenere l’Ambrogino, un premio a cui i milanesi sono molto affezionati. Per arrivarci, è riuscito a schierare tutti i consiglieri milanesi del Pdl. E perfino la sua fidanzata. Chissà se a Pisapia, uomo retto e rigoroso, tremerà la mano quando sarà costretto a consegnargli la medaglia civica.

Per il resto, ci sono anche buone notizie, nella Milano della prima della Scala e degli Ambrogini d’oro. Le 24 medaglie del premio saranno consegnate anche a personaggi di valore come Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi; Nando dalla Chiesa, presidente onorario di Libera e guida della commissione milanese antimafia; don Massimo Mapelli, anima della Casa della Carità. Tra i premiati, anche Denise Cosco, la figlia della testimone di giustizia anti- ’ndrangheta Lea Garofalo, e il jazzista Gaetano Liguori, uomo di grandi passioni capace di innescare dibattito e attività culturale.

Il Fatto Quotidiano, 28 novembre 2013