Post aggiornato il 3 novembre, ore 11.00.

Ieri sera, via Facebook, ho ricevuto una lunga risposta di Clizia Fornasier al mio post su Tale e quale show, il programma di RaiUno al quale partecipa anche lei, la fidanzata del figlio di Luigi Bisignani. L’attrice, legittimamente, difende la sua carriera e la sua partecipazione al programma condotto da Carlo Conti, nega qualsiasi raccomandazione anche se, ammette candidamente, “qualora fosse capitata l’occasione, l’avrei presa al volo e l’avrei stretta tra le mani”.

Se Clizia Fornasier è entrata nel cast di Tale e quale per meriti suoi o per il cognome del padre del suo fidanzato, forse non lo sapremo mai. Da oggi sappiamo, però, che la ragazza non è contraria alle raccomandazioni in Rai. Peccato, perché nel messaggio che mi ha inviato si legge comunque un certo apprezzabile orgoglio e la voglia, speriamo sincera, di farsi strada solo con le proprie forze in un ambiente oggettivamente inquinato da segnalazioni e raccomandazioni.

Dal canto mio, seguirò senza pregiudizi il suo percorso televisivo, convinto, però, che Luigi Bisignani sia una figura troppo ingombrante perché si possa ignorare. Auguro a Clizia Fornasier di dimostrare quello che sa fare, ma lei accetti i ragionevoli dubbi di chi conosce l’influenza di Bisignani e teme che, anche questa volta, possa esserci il suo zampino.

Di seguito il messaggio di Clizia Fornasier:

Buonasera Domenico. Le convenzioni vorrebbero io mi presentassi visto che non ci siamo mai incontrati. Ma tu sai benissimo chi sono, visto che scrivi di me in modo così disinvolto e consapevole, dall’alto di una cattedra immaginaria. Ho letto il tuo articolo lusinghevole e mi sono sentita costretta a contattarti. Una “macchia indelebile” per il programma al quale sto partecipando. Sono davvero questo per te, per te che ti ergi a giudice di una macchina meravigliosa che catalizza milioni di telespettatori ogni settimana, di una ragazza di 27 anni che è nata e cresciuta in una famiglia straordinariamente normale, alla quale non è mai stato regalato niente?

Ti rivelo una cosa che probabilmente ti stupirà. Sai qual è la cosa di cui vado più fiera? Il mio armadio. Dentro vi puoi trovare qualche bell’abito, qualche vecchio cappotto ma nessuno scheletro. Non ho mai nascosto niente, niente del mio trascorso ha mai avuto bisogno di essere insabbiato. Ho iniziato il mio percorso lavorativo provino dopo provino, non essendo mai stata la donna di alcun regista, produttore, attore importante. Ho tenuto il mio privato (prima e dopo Renato) lontano dai media, così come non ho mai voluto giocare con il mio corpo per catturare l’obiettivo più facile. Mai stata una “comparsa”, ho semplicemente avuto la fortuna di lavorare con attori rinomati che primeggiano sui titoli di testa. Certo il mio passato è più breve di quello di tanti altri miei colleghi ma c’è tempo per avere tempo.

Quattro anni fa incontro Renato Bisignani, che per una non romana ha un cognome come tanti altri, e inizio con lui la storia d’amore più bella e serena della mia vita. Comincio a conoscere suo padre. Un uomo estremamente intelligente, simpatico e affettuoso (so di deluderti ancora una volta). Tante leggende e tante conoscenze attorno a lui. Produttori cinematografici, dirigenti Rai, grandi nomi. Questi gli ingredienti delle favole che avete intrecciato con le vostre incuranti manine. Luigi Bisignani in questi quattro anni di rapporto, con il suo fitto network di contatti e con tutto il potere che gli si crede cucito addosso, non mi ha mai dato l’occasione di fare nemmeno un’audizione per qualsivoglia film o programma televisivo.

Aggiungo un’altra cosa, Domenico: se in questi ultimi anni mi fosse capitata l’occasione di una raccomandazione, l’avrei presa al volo e l’avrei stretta tra le mani ma questo non è accaduto. Ad agosto un’autrice del programma che mi ha conosciuta a Miss Italia nove anni fa, mi ha telefonato perché, al contrario tuo, aveva seguito la mia carriera con attenzione a partire da quei giorni a Salsomaggiore e desiderava io partecipassi all’audizione della nuova edizione del Tale e quale show. Cercavano una giovane donna per chiudere un cast variegato e già definito. Non informai Luigi. Venni presa. Fui comunque additata come un’attricetta che senza meriti era approdata “all’occasione della sua vita”. Decisi di non rispondere per non alimentare quello stupido veleno.

Ho dovuto e continuo a scontare l’onta gratuita davanti a tutta l’Italia sentendomi “cornuta e mazziata”. Finalmente l’ansia da prestazione rientra nella norma, riesco a controllarla un po’ meglio, riesco a cavarne delle esibizioni apprezzate ed ecco che torna a galla quella stupida illazione senza fondamenta. Il Bisignani che tanto vi disgusta, mi ha definita “Una raccomandata senza francobollo né raccomandata”, credo sia una definizione che mi calza a pennello. Chiudo questo soliloquio chiedendomi una cosa. Hai davvero riflettuto prima di scrivere il tuo articolo? Fai parte di una categoria da tutti definita “spietata” ma per fare la differenza sarebbe meglio apriste gli occhi sul vero. Cullarsi sulle facili supposizioni non fa diventare grande nessuno.

Clizia

 

6.439.000 spettatori, 28,7% di share. Tale e quale show sbanca l’Auditel e mette a segno un successo importantissimo per l’intrattenimento di RaiUno. Sulla formula del programma, su cosa funziona e cosa no (bene la giuria composta da Loretta Goggi, Cristian De Sica e Claudio Lippi; male l’ospitata fissa di Cirilli che ormai non fa più ridere), potremmo dire tanto. Per esempio potremmo parlare di un cast buono ma con macchie indelebili come Clizia Fornasier, la fidanzata di Renato Bisignani, lì non certo solo per meriti suoi. Ma il dato interessante è l’ennesimo successo di Carlo Conti, un conduttore dallo stile classico, tradizionale, rassicurante, al limite del noioso, ma che piace, e tanto, agli spettatori. Un gregario di successo, un uomo Rai pronto a farsi concavo e convesso per l’azienda, che dal punto di vista degli ascolti non sbaglia un colpo, ma che non ha mai ricevuto una gratificazione definitiva, una consacrazione a mostro sacro, da viale Mazzini.

Carlo Conti è il Gerry Scotti della Rai. Fa tanto, fa tutto e lo fa bene. Svolge il compitino alla perfezione, senza sbavature, senza strafare. Come Scotti, poi, anche Conti ha un suo personalissimo pubblico affezionato di gente che in tv vuole garbo e simpatia, ma non provocazione e linguaggio sopra le righe. E la forza di Carlo Conti è anche il suo grande limite. Non osa, non sperimenta, non stimola. Ecco perché, nonostante i tantissimi successi di pubblico, non è ancora riuscito a coronare il suo sogno più grande: condurre il Festival di Sanremo. Ecco perché ogni anno per il carrozzone rivierasco RaiUno si affida all’outsourcing, pescando quasi sempre tra conduttori che con la rete ammiraglia di viale Mazzini non hanno niente da spartire.

La tv di Conti non è certamente rivoluzionaria né innovativa, e il suo stile è così rodato che a sprazzi annoia. Ma non si può certo negare la sua professionalità, mentre ancora più indiscutibile è il contributo in termini di ascolti che ogni anno dà alla Rai, anche e soprattutto nel preserale, con Paolo Bonolis che tenta disperatamente da anni di battere l’Eredità.

Ma il limite di cui parlavamo, condanna il conduttore toscano a una carriera di grande livello ma che probabilmente non raggiungerà mai il top. Sanremo non fa per lui, e al suo palmares manca solo il Festival. Lui ci spera, RaiUno lo ha sempre ignorato. E non sembra che questo andazzo sia in procinto di cambiare, visto che la rete sta cercando di abbassare l’età media del target. Conti può sempre “accontentarsi” dei suoi tanti successi di pubblico e, chissà, rassegnarsi al ruolo prestigioso (ma non troppo) di gregario di successo.