Il progetto artistico – denominato Corde Oblique suonerà sabato 2 novembre a Parma presso l’ex Oratorio di San Quirino. L’evento è inserito nella settima edizione de Il Rumore del Lutto. Abbiamo incontrato Riccarco Prencipe, leader della band napoletana, per una piacevole chiacchierata.

1 • Riccardo proviamo a tracciare le coordinate del progetto, ti va?
Corde Oblique nasce dalle ceneri dei Lupercalia. Progetto nel quale facevo parte in veste di autore e chitarrista. Il risultato ha prodotto nel tempo album densi di collaborazioni tanto da decidere di inventare quella che mi piace definire “La bottega degli artisti del suono”. Questa è la natura di Corde Oblique.

2 • Come può essere definito lo stile dei Corde Oblique?
La nostra musica riconduce ad un genere denominato Progressive-Ethereal, molti definiscono tale corrente anche come Neo Folk, in ogni caso siamo attivi dal 2000 e in questi anni abbiamo dato alle stampe otto dischi, (in parte come Loopercalia incarnazione precedente).

3 • Sbaglio se affermo che la vostra attività live è degna di nota?
Ne siamo fieri, siamo riusciti in questi anni – senza il supporto di una major – a conquistarci una fan base di appassionati e questo è successo grazie al fatto che abbiamo suonato in diversi paesi d’Europa.

4 • Avete condiviso il palco con nomi altisonanti della musica, è così?
Corde Oblique in questi anni di intensa attività live ha condiviso il palco con artisti del calibro di: Opeth, Inti-Illimani, Bauhaus, Anathema, My Dying Bride, Samael, Current 93, Coph Nia, Moonspell, Ataraxia, Spiritual Front, QNTAL, Kirlian Camera, L’Âme Immortelle, Antimatter, Persephone, Clan of Xymox, Of the wand and the moon. Nomi che non hanno bisogno di alcuna presentazione.

4 bis • Inoltre le vostre canzoni sono finite in numerose compilation in tutta Europa.
Il progetto ha avuto l’onore di vedere brani inseriti in decine di compilation distribuite da etichette e riviste musicali italiane, russe, francesi e tedesche. Una grande soddisfazione.

5 • Senti Riccardo, qual è il motivo per cui avete deciso di partecipare a una rassegna come Il Rumore del Lutto?
È un progetto fuori dalle consuetudini. Abbiamo trovato l’idea oltreché originale, realmente importante: un’iniziativa portata avanti con passione e serietà. Inoltre la location dove suoneremo è molto bella, non potevamo non accettare.

5 bis • “Il viaggio non finisce”, ovvero il titolo che avete dato al concerto che si terrà sabato fa riferimento alla poetica di Josè Saramago?
Esattamente, è l’incipit di una poesia di Saramago a cui sono molto legato. Parla della necessità di vedere e rivedere le cose, in momenti diversi dell’anno, del giorno… ma anche in momenti in cui noi stessi cambiamo.

6 •Parliamo del nuovo album, “Per le strade ripetute“, due brani di questo disco sono stati registrati in un antico tempio romano, sfruttandone il riverbero naturale; parlaci di questa esperienza.
E’ sicuramente stata una delle esperienze più significative della mia vita, da piccolo mio padre mi portava spessissimo in questa che io amo definire una stupenda “Campana di pietra” del I secolo Dc, per farmene ascoltare l’eco. Si tratta in realtà di un edificio termale, che col tempo ha assunto il nome di “Tempio di Mercurio”.

7 • E come ci sei riuscito?
Ci sono state effettivamente  molte difficoltà, innanzitutto ottenere un permesso dalla sovrintendenza, poi trovare un tecnico del suono con una grande esperienza in uno spazio a dir poco ostile in senso acustico.

7 bis • In che senso?
All’interno è infatti colmo d’acqua, tranne per una roccia che affiora. C’era poi il problema della fonte di corrente elettrica, che mancava. Abbiamo impiegato un paio di mesi ad aggirare tutti questi ostacoli, ma alla fine il risultato ci soddisfa pienamente.

8 • Il tuo progetto è in divenire, configurato mediante una vera e propria squadra il cui nucleo all’occorrenza si arricchisce di elementi. Parlaci della “bottega degli artisti del suono“.
Si tratta di un rapporto fondamentale, tra una mente e un corpo, se una delle due cose manca nulla può funzionare, io scrivo i brani e i testi, ma ognuno di loro arricchisce e impreziosisce con talento e  creatività interpretando le mie songs in maniera impeccabile.

8 bis • Il suono è strutturato e curato nei dettagli. Si percepisce un lavoro di squadra importante…
Tengo a sottolineare e ringraziare di cuore tutti quelli che hanno collaborato alla realizzazione del disco, dai fonici ai musicisti, nessuno escluso.

9 • Caro Riccardo, da queste parti ci si congeda mediante 9 canzoni 9. Che ne dici?
Molto volentieri 

9 canzoni 9 … dei Corde Oblique

Lato A

Averno

Le Pietre di Napoli

Casahirta

Venti di Sale

Lato B

Barrio Gotico

Jigsaw Falling Into Place (Radiohead cover)

Flying (Anathema cover)

Cantastorie

Togheter Alone