Avviso pubblico, la rete degli enti locali contro le mafie, organizza la sua quinta “festa” là dove più duro è l’attacco della criminalità alla cosa pubblica. In Calabria, regione dove è più alto il numero di amministratori pubblici vittima di intimidazioni e minacce. In particolare, oggi e domani, a Lamezia Terme, dove da anni  il sindaco Gianni Speranza conduce una battaglia di legalità che da queste parti non è affatto scontata. E’ stato lo stesso Speranza a ricordare, durante la presentazione della festa, che il sindaco di Monasterace Maria Carmela Lanzetta è stato costretto a dimettersi. Non tanto per le minacce ricevute, ma per il successivo isolamento politico sul fronte della legalità.  “Siamo qui per ribadire che quanto è successo a Monasterace non si ripeta più”, ha spiegato Speranza. Tra gli ospiti presenti, il sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria, l’ex calciatore Damiano Tommasi, il fondatore di progetto Sud don Giacomo Panizza, l’espert0 di corruzione (e blogger di ilfattoquotidiano.it) Alberto Vannucci, il giudice Piergiorgio Morosini (gip al processo sulla trattativa Stato-mafia), il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Marco Minniti. Alcuni dei sindaci calabresi minacciati daranno la loro testimonianza sabato. 

Nella due giorni di Avviso pubblico, associazione nata nel 1996 e che oggi conta 22o soci tra Comuni, Province e Regioni, si parlerà di mafia, corruzione e, appunto amministratori minacciati (qui il programma completo). “Su 270 casi registrati in Italia lo scorso anno (1 ogni 34 ore), ben 85 (il 31%) si sono verificati in Calabria, terra dove si continuano a sciogliere comuni per infiltrazione mafiosa”, ha sottolineato Pierpaolo Romani, coordinatore di Avviso pubblico, che sabato presenta la terza edizione del rapporto “Amministratori sotto tiro”. “Dobbiamo fare in modo che questi amministratori non vengano lasciati soli e bisogna garantire loro strumenti, risorse e massima sicurezza. Siamo qui a Lamezia per testimoniare che la buona politica esiste e deve essere difesa e diffusa”.

“Nei comuni, in particolare in quelli più piccoli, esistono delle enclavi affaristico-mafiose-criminali che non vogliono per niente perdere il controllo del territorio”, ha speigato l’ex sindaco Lanzetta. “Nonostante tutti i problemi noi, comunque, abbiamo il dovere di presentare nuove proposte per trovare soluzioni per affermare la cultura del rispetto delle persone e delle leggi”.