Il 12 Ottobre dall’Emilia Romagna sono partiti decine di pullman per partecipare alla manifestazione a Roma “Costituzione Via Maestra“. In quell’occasione fu detto dal palco, dopo giorni di denunce, che il momento decisivo nel quale avremmo capito le reali intenzioni di questo governo e di questo Parlamento sarebbe stata la votazione in seconda lettura della modifica dell art.138 della Costituzione.

Oggi quel giorno è arrivato. Il Senato darà il suo voto e, come hanno già fatto sapere gli estensori di quell’appello, basterebbero 23 senatori e/o senatrici che non partecipino al voto per impedire che venga approvato con i due terzi dei voti evitando un referendum confermativo. E’ già successa la stessa cosa con l’approvazione del “Fiscal Compact” nell’aprile 2012 sotto un altro governo di larghe intese, quello di Monti. La si può pensare come si vuole su riforma costituzionale, riforma delle legge elettorale, governo PD-PDL, ecc. ma è indubbio che una modifica così rilevante della carta costituzionale non può essere lasciata in mano ad un gruppo di “saggi”, non può essere presa senza una consultazione larga e plurale nel paese, senza che il paese venga interpellato.

Per questo motivo è urgente una campagna #salvalacostituzione. In queste ore si sta diffondendo in rete un testo da per mandare via email, via Twitter, via Facebook a senatori e senatrici. Eccolo:  

Gentile Senatrice/Senatore, chiediamo in aula un comportamento democratico, responsabile e trasparente per evitare che la legge costituzionale 813-B (che consente la deroga all’articolo 138 della Costituzione), venga approvata con la maggioranza dei due terzi. Tale maggioranza preclude infatti la possibilità di ricorrere al referendum. Sarebbe sufficiente che un limitato numero di senatori (più di 23) non partecipasse alla votazione finale, il 23 ottobre, consentendo così a tutti i cittadini di esprimersi con un referendum su un provvedimento che incide profondamente sul sistema delle garanzie costituzionali e crea un pericoloso precedente per il nostro paese. Allontanando ancora di più la classe politica dai sentimenti di molta parte degli italiani. Firma

Chiunque può fare la sua parte. L’elenco di chi è eletto in senato diviso per regioni si trova qui. Per l’Emilia Romagna è questo. L’ANPI di Roma ha già convocato un presidio e molto probabilmente non sarà l’unico.