Corso di politica italiana. Iscritto: Ahmed, in carcere per reato di clandestinità. Programma dei corsi.

Lunedì. Ahmed si alza nella sua cella per tre persone dove vivono in otto. Aspetta che gli altri sette facciano i loro bisogni. Intanto studia le prime dispense: Matteo Renzi dice che la legalità è di sinistra. Approfondimento sulla parola “legalità”. Seminario sulla parola “sinistra”. In effetti, il fornello su cui cucineranno tra poco è a sinistra della tazza del cesso. Venti centimetri a sinistra.

Martedì. Ahmed si alza nella sua cella per tre persone dove vivono in otto, cosa che lo fa riflettere sulla parola legalità. Intanto legge le dichiarazioni di Quagliariello: se ci sarà un provvedimento di clemenza per lui che può contare su ben 26 centimetri quadrati di spazio vitale, allora dovrà valere anche per uno che ha un vulcano in giardino, una dozzina di ville e un parco con il mausoleo, e che in una cella non ci andrà mai. Ad Ahmed sfugge il concetto di “uguali davanti alle legge”.

Mercoledì. Ahmed, nella sua cella da tre dove vivono in otto, ha un forte mal di pancia, ma il medico potrà forse vederlo tra quattro o cinque giorni, se tutto va bene. Tenta di farsi passare il malessere leggendo gli scambi tra Renzi e Zanonato a proposito della legalità, della sinistra, delle primarie, del congresso del Pd, del rispetto al Capo dello Stato e della doccia che forse potrà farsi tra tre giorni, se tutto va bene.

Giovedì. Ahmed si alza per primo nella sua cella per tre persone dove vivono in otto. Uno si è sentito male e quindi non hanno dormito. Per distrarsi, legge le dichiarazioni del ministro Cancellieri, della Lega, del Movimento 5 Stelle e del Quirinale che è “amareggiato”. Tenta di dormire un po’, ma è inquieto: il suo corso sulla politica italiana non lo soddisfa, decide di applicarsi di più e medita sul passaggio del messaggio di Napolitano che dice: “far scontare la pena agli stranieri nei paesi d’origine”, dove non sarebbe in galera, ma forse già al cimitero

Venerdì. Ahmed si alza nella sua cella per tre persone dove vivono in otto e decide di approfondire: Renzi, Grillo e la Lega parlano alla pancia del Paese, un po’ come lui quando dorme, che sta a sei centimetri dalla pancia di Gaetano, che è dentro per la Fini-Giovanardi, come un terzo di tutti i detenuti d’Italia. Il Pd è spaccato: qualcuno parla alla pancia del Paese, qualcuno parla alla testa del Paese e gli altri parlano tra loro per capire se conviene stare con Renzi. Napolitano parla alle Camere. Grillo parla sul blog, il Pdl parla a Berlusconi dicendo che o sarà amnistia e indulto anche per lui o niente per tutti, Ahmed compreso. Che comincia a capire la politica italiana, e gli ricorda un film di fantascienza: gente che chiacchiera su Saturno, mentre sulla terra c’è gente che sta in otto in una cella da tre.

Sabato. Nella sua spaziosa cella da tre dove vivono in otto, Ahmed capisce che il problema è Berlusconi, quel simpatico vecchietto. Lui potrà forse uscire di lì se un milionario che ha frodato il fisco verrà perdonato per i reati passati in giudicato e per quelli ancora da giudicare, e capisce che il corso per detenuti sulla politica italiana era inutile.

Domenica. Ahmed dorme tutto il giorno. Non ha nient’altro da fare. Verso sera, insieme ai suoi sette compagni di cella che occupano con lui una stanza pensata per tre, controlla sbarre, porta, buchi nei muri. Vorrebbe capire come ha fatto Silvio Berlusconi, un collega pregiudicato, a venire a rompergli le palle persino lì dentro.

da Il Fatto Quotidiano, 16 ottobre 2013