Ci sono voluti 49 anni a Francois Englert e a Peter W. Higgs, entrambi fisici teorici, per vincere il premio Nobel per la fisica. Il primo aveva 32 anni e il secondo 35 quando, indipendentemente l’uno dall’altro, ipotizzarono, per tenere in piedi il Modello Standard che unisce i “mattoni” fondamentali della natura e tre delle quattro forze conosciute –gravitazionale, elettromagnetismo, forza debole e forza forte- l’esistenza di una particolare particella, con associato il suo campo. Nome ufficiale bosone H, detto anche bosone di Higgs, o meglio campo di Higgs. Basta parlare di “particella di Dio”. Infelice soprannome che deriva da un commento del fisico Leon Lederman che la definì “goddamn particle” (dannata particella) per ché era così difficile trovarla.

Per inciso, la forza gravitazionale e quella elettromagnetica sono quelle più conosciute, attraggono o respingono, ne vediamo e sentiamo gli effetti ogni giorno. La forza debole è responsabile del decadimento radioattivo. La forza forte agisce sui quark e tiene legati nel nucleo degli atomi i protoni e i neutroni. Per saperne di più, la rete aiuta. Si trova un ottimo articolo divulgativo a firma di Joanna Rose.

Grande cosa la fisica teorica. Un magnifico insieme di strumenti matematici, che consentono all’immaginazione umana di spiegare e fare previsioni sui fenomeni della natura. Si possono trovare soluzioni eleganti, valide fino a che non si dimostra che sono false. Ci sono voluti 48 anni per mettere a punto un apparato sperimentale che consentisse di verificare la teoria di Englert e Higgs. Lode ai 3mila ricercatori del Cern di Ginevra e al suo LHC (Large Hadron Collider), probabilmente la macchina più complessa mai costruita dal genere umano. Il premio Nobel, per regolamento, può essere assegnato al massimo a tre persone: Non può essere assegnato a un’istituzione, il che spiega perché il Cern non sia stato premiato. Inutile fare polemiche. Anche perché di lavoro da fare ce n’è ancora parecchio. Il Modello Standard della fisica delle particelle non è una teoria completa delle interazioni fondamentali. Lo si è detto prima. Unisce tre forze su quattro. Rimane fuori la gravitazionale. Assume che i neutrini non abbiano massa e invece ce l’hanno. Descrive la materia visibile, che è solo un quinto del totale dell’universo, ma non descrive l’asimmetria materia-antimateria o la materia oscura. Se il Modello Standard è corretto, allora la materia oscura, non osservabile ma essenziale per spiegare la formazione del cosmo, deve esistere. Per quanto oscura, la LHC potrebbe consentire, nei prossimi anni, di “sbirciarla”. Altrimenti il Modello Standard è errato e bisogna inventarsi qualcos’altro. La ricerca continua, magari si troveranno altre particelle.

Comunque andrà avanti, nessun bisogno di chiamare in causa Dio.