C’è da giurarci: il neomelodico “Zuccherino” dietro le sbarre intonerà “In una cella fredda e scura si arrevuoto le paure”, un ritornello azzeccato e premonitore di una sua “celebre” canzone “Carcerato se more”.

Si perché “Zuccherino”, all’anagrafe Alfonso Manzella, è finito in manette. Il giovane “artista” appena 25 anni è accusato di detenzione e porto illegale di armi e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo i carabinieri che gli hanno stretto le manette ai polsi, “Zuccherino” avrebbe partecipato a una sparatoria svoltasi domenica notte in piazza Sant’Alfonso a Pagani, in provincia di Salerno, cittadina di cui il neomelodico è originario. La svolta nelle indagini è stato il ritrovamento di un bossolo di pistola calibro 7,65 inesploso – lato passeggero – nell’auto Mini intestata alla moglie ma guidata dallo stesso Zuccherino. L’artista ha dichiarato ai carabinieri di essere stato aggredito a colpi di pistola da due giovani a bordo di uno scooter e di essere stato vittima di un agguato. Una versione che non ha convinto i carabinieri della compagnia di Nocera Inferiore che appunto lo hanno fermato.

Zuccherino, come molti altri cantanti neomelodici, nei suoi testi narra storie di camorra. Canzoncine-lagne che istigano e celebrano le gesta dei camorristi. Veri inni al delinquere che alimentano una sub-cultura criminale neppure tanto nascosta. Basta andare su Youtube e digitare “Zuccherino” per restare esterrefatti per il numero di visualizzazione che queste canzonette accompagnate da eloquenti video ricevono. Diventano modelli a cui rifarsi per boss e affiliati senza alcuna ombra di dubbio. Prendi il brano “Protagonista”, visualizzato 91mila 855 volte, comincia con un sottofondo di sirene delle forze dell’ordine, summit, pistole avvolte nei quotidiani e un ritornello inquietante che suona come un’invettiva contro i giornalisti : “Non ho fatto niente e voi mi state a condannare. Non sono il protagonista di questi giornalisti, mi piace a cantare per la gente di questa città. Voi avete scritto queste cose su questi giornali ma voi ci pensate per mamma e papà”.

Un brivido percorre la schiena. Si resta ammutoliti. Ma non c’è limite al peggio. E Zuccherino si supera con “Nu Malu Guaglione”, amato dalla rete e premiato con 155.563 visualizzazioni, un plebiscito via web. Nel video della canzone ci sono i poliziotti che nel corso di un blitz arrestano dei giovani affiliati e qui il ritornello si fa ossessivo e giustificativo: “Non è nu malu guaglione, si adatta al sistema perché questa è la vita se abiti qua…”.

C’è una vasta e approfondita letteratura sui neomelodici e diverse inchieste. C’è da deprimersi, lo so. Ultima quella del dicembre scorso da parte della Dda di Napoli, che svela come i clan del casertano imponevano addirittura i loro cantanti neomelodici per animare feste di piazza e alle tv locali. Insomma c’era l’obbligo di scritturazione di questo o quell’artista. Le indagini hanno accertato che ogni clan ha propri artisti che si legano-affiliano al boss di turno ricevendo in cambio soldi e comparsate.