Chiariamo subito una cosa, da queste parti non ci si prende troppo sul serio, si vorrebbe parlare di musica, ma essendo oggi il primo di agosto si può tutt’al più tentare di allietare chi sotto l’ombrellone – Ipad alla mano – attende passare il solleone. 

“Quattro parole in libertà” non si negano neppure a coloro che si ostinano a girare con le infradito in città; raggiungete il primo bar, incrociate i piedi e prendetevi il tempo per uno spritz! Il pettegolezzo, in estate, scorre leggero e sovrano.

E cos’altro vi aspettate? Magari la recensione – fatta e finita – del nuovo disco di Teho Tehardo & Blixa Bargeld? Al solo pensarci vien caldo. Piuttosto ragioniamo sul tour dei Depeche Mode appena passato dall’Italia. Come detto in altri post il trio delude su disco ma live resta una garanzia, il concerto è perfetto, la scaletta un colpo al cuore ed è meravigliosamente subordinata alla regia di Anton Corbijn: luci ed immagini restano un ricordo indelebile. E poi, a dominare, il magnetismo consueto di Dave Gahan, il quale – diciamolo pure – è un figo pazzesco! Talmente in forma che il rivolo di sudore ghiacciato sulla schiena scorre quando sopraggiunge l’inevitabile confronto con i suoi cinquantuno anni! Considerando i quarantaquattro di chi scrive e riflettendo pure sul fatto che da queste parti “ogni birra equivale a un chilo in più”, il paragone si fa decisamente improbo.

Vogliamo rosicare ulteriormente? La cosa che fa incazzare è pensare che “questi” ne abbiano fatte “quanto i cani” e nonostante ciò, scorazzano ancora con addominali plasmati, come fossero quelli di giovani imberbi. Verrebbe da chiedere al cielo perché mai le rockstar debbano essere risparmiate da certi disagi. Prendete Iggy Pop, oddio… non è proprio l’esempio calzante, visto ultimamente sul palco più che l’iguana parrebbe un ramarro… Onore comunque alla vitalità resistente di un autentico mito, anche se non si capisce per quale motivo la pensione esista soltanto per i nostri genitori.

Di Bowie ne abbiamo parlato fino allo sfinimento: mostra, tour, album… a tale proposito è uscito il video a corredo dell’ennesimo singolo – tratto da The Next Day –  in cui Il Duca mette in mostra i suoi splendidi sessantasei anni. A dire il vero ad esser mostrati sono i sessantasei denti della  nuova dentiera. Il dentista, molto probabilmente non era un suo fan, diversamente avrebbe riprodotto per filo e per segno il vecchio sorriso; i più attenti infatti ricorderanno il dentino laterale sconnesso come uno dei suoi tratti distintivi, quello che ti si presenta ora è un’autostrada a quattro corsie che lascia quantomeno perplessi.

Ultimamente ha suonato in Italia anche Bruce Springsteen. Considerando che il Boss “ognuno e due” è in Italia si farebbe prima ad affermare quando “non vi ha suonato”.  Qualcuno malignando sostiene che oramai ha voce in capitolo soltanto alle nostre latitudini; non è così ovviamente e comunque il sottoscritto pur non amando il genere musicale, nutre rispetto; non dispiace che la scaletta dei suoi concerti venga in parte costruita insieme al pubblico; una cosa rara! Provate a chiedere a Martin Gore durante un esibizione di lasciare spazio “ai pizzini” del pubblico e vediamo che risponde.

Nel nostro Paese che succede? Qualcuno ha qualche informazione su come procede il Tour di Jovanotti? Non che interessi ma visto che il sole è ancora alto ciarliamo anche di lui. Premessa, nonostante quelle orribili mise gialle/fucsia/azzurre con le quali si muove goffamente sul palco non sta antipatico, eh? A fare specie sono piuttosto i cartelli inneggianti dei fan: “la vita è bella, il cielo azzurro e baci a mammà & papà.” In pratica un campionario di luoghi comuni completo. Per ostentare cotanta originalità, dovranno pur essersi ispirati a qualcosa… Ma poi, davvero sono così tanti da riempire stadi interi? Cioè, state dicendo che esistono migliaia di persone che urlano a squarciagola cose tipo ”Sei come la mia moto, sei proprio come me”? Accusatemi pure di snobismo, non importa, la risposta comunque si rivela tra le pieghe di un’altra domanda: “Forse i fans di Jovanotti, alla fine sono gli stessi del Blasco e del Liga”? Qualcuno ci spera, diversamente sarebbe dura resistere.

In Italia è tornato pure Roger Waters la cui genialità è perpetrata nel tempo mediante l’opera che forse più lo contraddistingue, ovvero The Wall. Chi ha visto il concerto giura sia un’esperienza indimenticabile. E come sostenere il contrario? Piuttosto sarebbe bene ricordare che quel disco – sebbene sia stato da lui in sostanza concepito – resta a tutti gli effetti un prodotto  dei Pink Floyd: il sospetto infatti che molta gente abbia dimenticato ciò è più che altro una certezza, lo stesso Waters – per come ne parla – fatica forse a ricordarsene. Per come la vedo io, quell’album doveva rimanere ancorato alla memoria storica del gruppo e non diventare vanto personale dell’artista. Può essere che mi sbagli.

Tempo scaduto. Il solito dj qualunque si appresta ad andare in vacanza, anzi, no! Se capitate a Catania lo trovate a suonare il 10 e il 14 agosto presso le Capannine. È forse questo un messaggio promozionale? Essendo un blog di un dj, pare cosa logica e scontata scrivere dove “batte il disco”; se lo mettano in testa quelli che a prescindere cercano sempre il modo di contestare.

Non resta che augurare a tutti una buona estate.

 

9 canzoni 9 … dove batte il disco

Lato A

A Berlino Va Bene • Garbo

Benvenuti Tra i Rifiuti • Faust’o

Tre Volte Lacrime • Diaframma

Lobotomy • Neon

Lato B

Sex of the Angels • Death in Venice

Night Toys • Pale Tv

Io Sto Bene • CCCP

Staticità Malata • Detonazione

Febbre • Litfiba