La negazione dello spazio aereo all’aereo che trasportava il presidente della Repubblica plurinazionale di Bolivia, Evo Morales, che ha comportato anche grave rischi per lui e per il suo seguito, costituisce una grave violazione del diritto internazionale. In un comunicato congiunto, l’Associazione europea dei giuristi per la democrazia e i diritti umani nel mondo, il Centro europeo per i diritti costituzionali e l’Istituto Transnazionale di Amsterdam, sottolineano come l’irresponsabile operato dei governi europei, abbia costituito un’offesa senza precedenti a principi fondamentali del diritto internazionale, come l’inviolabilità dei Capi di Stato e l’immunità diplomatica, veri e propri cardini di relazioni internazionali pacifiche fondate sul rispetto reciproco. 

I governi dell’America del Sud, riuniti a Cochabamba per la riunione di UNASUR, hanno a loro volta emesso una Dichiarazione in sei punti nella quale, dopo aver reiterato la denuncia della grave violazione commessa, esigono a chiare lettere le scuse ufficiali dei governi autori del grave illecito. Il governo boliviano sta promuovendo in merito azioni politiche e giudiziarie che devono essere appoggiate da tutte le persone in buona fede amanti del diritto e della pace.

Scuse, sia pure tardive e insufficienti, sono state presentate dal ministro degli esteri francese Laurent Fabius. il governo italiano pare trincerarsi, more solito, dietro le responsabilità altrui.  Spiegazioni assolutamente inidonee a fugare le gravi preoccupazioni e sacrosante indignazioni che la detta violazione ha provocato in tutto il mondo. Occorre fare chiarezza fino in fondo sul comportamento delle autorità competenti e presentare le dovute spiegazioni e, se del caso, scuse al governo boliviano.

Questa brutta vicenda evoca interrogativi inquietanti. Chi comanda in Europa? Chi decide la chiusura dello spazio aereo dei vari Paesi? Si ha l’impressione di trovarsi di fronte a una catena di comando transnazionale saldamente controllata da Washington. Da quel governo degli Stati Uniti il quale, secondo le recenti rivelazioni del Guardian, spiava le ambasciate europee a Washington e la sede dell’Unione europea, mediante “tre diverse operazioni incentrate sui novanta dipendenti dell’ambasciata”, mediante l’uso di dispositivi elettronici e la registrazione delle trasmissioni attraverso delle antenne. 

Dobbiamo essere grati a persone come Snowden, Assange e Bradley Manning per aver rivelato i retroscena delle attività illegittime svolte da Stati Uniti e Nato con la scusa della lotta al terrorismo. Rifiutando di concedere l’asilo a Snowden, i governi europei, asserviti a Washington, mettono sotto i piedi la propria stessa dignità, insieme alle tradizioni dell’illuminismo e agli imperativi della trasparenza, oltre alla Convenzione europea sui diritti umani e le libertà fondamentali.

Non solo non adottano misure realmente incisive per protestare contro l’illecito spionaggio di cui sono stati essi stessi vittime, ma aspettano fiduciosi, come la fedele Bonino, “risposte esaustive” che con tutta evidenza da Washington non perverranno mai. Essi lasciano Snowden al suo destino e giungono al punto di mettere a repentaglio la vita di Evo Morales per eseguire scodinzolando gli ordini dei padroni nordamericani.

Prendano esempio dalla dignità e dall’indipendenza del Nicaragua, un piccolo Stato che non ha mai avuto dubbi nel rivendicare e praticare la propria sovranità anche di fronte alle intromissioni dell’amministrazione di Reagan che scatenò in quel Paese una guerra civile con migliaia di morti. Ricordiamo che in quell’occasione la Corte internazionale di giustizia c0ndannò gli Stati Uniti con una storica sentenza

Oggi il piccolo Nicaragua, insieme al Venezuela, è in prima fila fra i Paesi disposti a concedere l’asilo politico a Snowden. Per affermare il principio fondamentale della tutela di coloro che denunciano le illegalità commesse dalle organizzazioni di cui fanno parte. Come si proteggono i pentiti di mafia, così vanno protetti i whisteblower appartenenti alle amministrazioni pubbliche di ogni tipo, ordine e grado, i quali denuncino, come il soldato Bradley Manning e l’agente Snowden, crimini contro l’umanità ed illeciti di ogni genere. E’ l’unica strada per garantire che i corpi militari e le agenzie di intelligence si conformino, come devono, ai principi della democrazia e dello Stato di diritto.