Un fatturato annuo di oltre 16 miliardi di euro, più di 34mila reati accertati con 28mila persone denunciate, 302 i clan coinvolti. Sono i numeri della criminalità ambientale elencati nell’edizione 2013 del Rapporto Ecomafie, curato da Legambiente. Non solo discariche e rifiuti tossici, quest’anno i fari sono puntati sulla crescita dell’abusivismo edilizio . “Con il paese in crisi – spiega Enrico Fontana, curatore del dossier – gli illeciti ambientali aumentano. Il mercato del mattone legale crolla, quello illegale aumenta, siamo passati dal 9% del 2006 al 16,9% del 2013”. la ricerca è anche l’occasione per rilanciare con urgenza l’inserimento dei delitti ambientali nel codice penale, come spiega ancora Fontana: “E’ stato istituito un nuovo gruppo di lavoro presso il ministero dell’Ambiente per riordinare le sanzioni in materia ambientale e questo è un buon segnale. Io partecipai ad un gruppo analogo nel 1997, ma quel disegno di legge non fu mai approvato”. Passano gli anni, ma degli “eco-delitti” nel codice penale neanche l’ombra. Alla presentazione ha partecipato anche il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando che, proprio oggi, ha fatto sapere che per risolvere la crisi rifiuti in Campania ed evitare le sanzioni dell’Europa, bisogna costruire due inceneritori. Una soluzione che ha sollevato critiche dei comitati e la pronta risposta della Giunta De Magistris: “Pronti a impianti alternativi come quelli di compostaggio e di trattamento meccanico a freddo”   di Nello Trocchia