Papà con la cultura si mangia?

No, figlio mio si mangia con il lavoro.

Ma la cultura può essere un lavoro!

No, il lavoro è un altra cosa!

E allora perché tu mi fai andare a scuola?

Perché voglio per te una vita migliore.

Ma se vuoi per me una vita migliore io devo leggere, studiare e viaggiare.

Figlio mio! Ma ci vogliono soldi e tu devi prima o poi imparare un mestiere.

Io vorrei fare l’insegnant , mi piacciono i libri.

Figlio mio, nella vita non servono i libri serve il lavoro e io tra poco non avrò più un lavoro.

Tu hai me papà. Sei mai stato in una biblioteca?

No, figlio mio.

Io ci sono stato e ho capito che in ogni libro c’è il passato e c’è il futuro. Alcuni miei compagni maltrattano i libri e dicono che sono noiosi e che non servono a niente. A me invece insegnano tanto. Riesco a capire molte cose e a parlare bene. Ho capito che la cultura è come una chiave che serve ad aprire porte. Quando hai la cultura prima o poi trovi la chiave giusta.

E tu papà hai mai letto un libro?

No figlio mio io riesco soltanto a fare il lavoro che facevo. Adesso per la crisi sono in cassa integrazione. Ma tra poco anche questa finirà. E noi saremo poveri.

Caro Papà a scuola ho vinto un premio. Una borsa di studio per un tema che ci hanno fatto fare, sulle riforme che servono davvero per cambiare la vita delle persone.

Mi hanno detto che sono capace e meritevole. Ho capito che la vera povertà non è non avere soldi ma non avere la possibilità di istruirsi.

Che bravo che sei…

Dai papà non ti abbattere, ci faremo bastare le cose. E poi possiamo inventarci un lavoro..

Aiuterò le persone a leggere, a scrivere a suonare uno strumento, a capire un’opera d’arte a recuperare le tradizioni e i vecchi mestieri. Lo sapresti fare il lavoro di nonno?

 

Nonno faceva le scarpe.

E allora ora tu farai le scarpe più belle del paese. Con i materiali migliori. Con le tue scarpe potrai far camminare tutti e dureranno tanto.

Io nel frattempo con le tue scarpe farò il mio cammino scoprendo cose nuove e le racconterò. Scriverò storie, racconterò luoghi. E viaggerò. E saranno le tue scarpe a portarmi lontano.