Marchingegni complessi come i ben 90 F-35 e gli altri in cui si è imbarcato il nostro ministero della Difesa non sono solo costosi e inutili. Si tratta anche di strumenti che, presupponendo l’esigenza di una proiezione di potenza militare oltre le frontiere nazionali, sono in chiara contraddizione sia con la nostra Costituzione che con la Carta delle Nazioni Unite.

Mentre si tagliano in modo indiscriminato gli organici delle Forze armate si investono soldi in queste macchine di morte il cui acquisto beneficia solo l’industria degli armamenti, per lo più straniera. 

Ne risultano sacrificate e violate, oltre che i principi costituzionali, le vere esigenze di difesa che, per effetto dei tagli incalzanti alla spesa pubblica, non possono essere realizzate. 

Ad esempio, la difesa da una criminalità sempre più insidiosa. Non tanto la microcriminalità, che è in ascesa per effetto della crisi, ma soprattutto la criminalità organizzata, dotata di strumenti sempre più insidiosi e risorse sempre più ingenti. L’unico settore dell’economia che non ha problemi di liquidità e che può foraggiarsi e alimentarsi anche grazie ad improvvide politiche pubbliche di sostegno, ad esempio, al gioco d’azzardo. Ci vogliono, per contrastare questa criminalità, poliziotti, finanzieri e carabinieri provvisti al tempo stesso di alta professionalità e forte sensibilità democratica. Non più assassini di ragazzi indifesi o addetti alla repressione dei movimenti di massa, ma lavoratori delle forze dell’ordine consapevoli dell’importanza del proprio ruolo di difensori della legalità costituzionali. Uno svecchiamento non solo generazionale ma anche del pensiero di questi apparati è oggi più che mai necessario ed urgente. 

Così come sarebbe necessario ed urgente attrezzare organismi per la difesa del suolo, gravemente a rischio nel nostro Paese per la proverbiale incuria e la corruzione di chi dovrebbe tutelare il territorio. Come lo sono i beni culturali, abbandonati vergognosamente a se stessi, laddove è evidente, tranne forse che a un cavernicolo come Tremonti, il beneficio anche economico, in termini di turismo ed altro, che se ne può trarre. Come abbiamo urgente bisogno di un servizio di protezione civile all’altezza dei suoi compiti di protezione ed intervento, in un Paese fortemente a rischio di terremoti ed altri cataclismi.

Così come è necessaria ed urgente la difesa dei settori più deboli, in preda a una povertà che si estende e sempre più stesso assume i caratteri della vera e propria miseria. Così come lo sono l’individuazione e lo svuotamento delle sacche di illegalità e di evasione fiscale.

Uno Stato che fosse meritorio di tale nome ricorrerebbe ai milioni di giovani che passano la propria vita nell’inedia e nella frustrazione, lanciando un servizio volontario di massa che possa operare nei settori indicati e altri ancora. Un servizio volontario ma retribuito con un salario di cittadinanza che consenta di innescare un rilancio della domanda e quindi anche un processo di ripresa economica.

Questo ovviamente richiederebbe l’abbandono delle attuali nefaste politiche europee e delle scelte di grandeur che implicano l’acquisto di micidiali congegni del tutto inutili. Da chi ci dovrebbero difendere, per dirne una, gli F-35? Dai marziani? Dai Cinesi? Da Al-Qaeda? In realtà servono solo a ribadire il nostro triste ruolo di comprimari e di ascari assoggettati alle potenze guida, gli USA prima fra tutte, nella dominazione occidentale del mondo, oggi possibile solo con mezzi militari, data anche la rapida ascesa dei BRICS sul piano economico.

Inutile chiedere scelte di questa portata, che richiedono precise rotture su scala internazionale ed europea, con il rigetto delle attuali priorità imposte dagli “alleati”, all’attuale governo di larghe intese che procede, sotto l’egida di Napolitano, nella più assoluta continuità con il passato e il perdurante ossequio a qualunque cosa venga a decisa a Berlino, per quanto riguarda l’economia, o a Washington, per quanto riguarda le scelte di carattere strategico.

Il campo articolato e molteplice dell’opposizione, dai Cinque Stelle a Sinistra ecologia e libertà, a settori di sinistra del Pd, deve farsi carico di questa nuova ottica. Come dimostra per un verso la vicenda del MUOS e per un altro la mozione contro gli F-35 firmata appunto da Sel, Cinquestelle e vari deputati Pd, si tratta di una strada percorribile verso l’alternativa all’attuale inaccettabile stato di cose.