Testa o croce? La testa è laica, quindi Franca, la croce è simbolo di religione, quindi Don Gallo. Ma mai come in questo caso, se tiri la moneta, che venga testa o croce non ti accorgi della differenza. Franca Rame e Don Gallo lottavano e raccontavano le stesse cose.

Sempre dalla parte degli ultimi, ma anche da quello dei primi, perché per loro le persone erano tutte uguali, tutte con le contraddizioni proprie dell’essere umano. Abbiamo avuto la fortuna di conoscerli ed entrambi ci hanno insegnato e lasciato qualcosa. E il bello è che che ci hanno insegnato senza insegnare, perché bastava vedere come guardavano e parlavano con le persone.

Don Gallo lo abbiamo incontrato la prima volta nella sua comunità di Frascaro, dove suonammo tantissimi anni fa. Cappello, sigaro e sciarpone colorato, fece irruzione sul palco nel finale del concerto per cantare Bella Ciao con noi. Bella ciao per lui era una canzone di libertà a tutto tondo, soprattutto dai pregiudizi e dai moralismi, ci disse. Da allora credo che lo fu anche per noi.

Franca l’abbiamo incontrata qualche anno fa ad Alcatraz, dove Jacopo ci aveva invitati per un progetto teatral-musicale sui Seminole, gli unici indiani d’America mai vinti dagli Stati Uniti. Era davvero ancora molto bella e pranzare con lei e Dario Fo allo stesso tavolo fu emozionante quanto naturale. Ma la sera fu ancora più emozionante, perché ci regalò una recitazione da rimanere a bocca aperta, da seguire in un silenzio talmente intenso da essere quasi rumoroso. Aveva già più di ottant’anni, e sfidiamo chiunque a non aver pensato, in quel momento, che la vita è davvero bella, fino all’ultimo.

Forse non erano d’accordo sulla vita nell’Aldilà, ma su quella vita dell’uomo nell’Aldiquà, statene certi, lo erano eccome. Erano due facce della stessa moneta. Franca e Don Gallo, grazie per quello che avete fatto nella vostra lunga vita.